20 settembre 2019
Aggiornato 20:00
Fratelli d'Italia

Rizzetto (FdI): «Da ex grillino dico che a Roma i 5 Stelle stanno dimostrando grande incapacità»

Il deputato di Fratelli d’Italia, esperto di cose grilline in quanto è stato eletto proprio nelle liste del Movimento 5 stelle, ci dice la sua su Virginia Raggi ed M5s

ROMA - I guai per Virginia Raggi non finiscono mai. Dopo l’avviso di garanzia all’assessore all’Ambiente Paola Muraro, il macigno dell’arresto di Raffale Marra, è giunta la bocciatura del bilancio preventivo del Comune, fatto accaduto per la prima volta nella storia della Capitale. Che cosa sta accadendo nell’esperienza di governo che avrebbe dovuto rivoluzionare la città eterna? Ne parliamo con Walter Rizzetto, deputato di Fratelli d’Italia ma esperto di cose grilline in quanto è stato eletto proprio nelle liste del MoVimento, salvo poi intraprendere il ritorno a casa tra le fila del partito sovranista.

Rizzetto, Virginia Raggi passa da un guaio all’altro nel giro di poche ore: dall’arresto del braccio destro Raffaele Marra alla bocciatura del bilancio preventivo da parte dell’Oref con tanto di rischio di commissariamento. Che cosa sta succedendo a Roma?
Il bilancio preventivo bocciato da un organo terzo mi sembra francamente un fatto più grave rispetto a quello dell’arresto di Marra. Per descrivere questa situazione pessima, terribile sulla pelle dei romani dico che si tratta di manifesta incapacità. Per prima cosa nello scegliere i propri uomini, e poi nel fare il proprio lavoro. Abbiamo notato questo proprio nella bocciatura del bilancio preventivo.

Nella Capitale si sta assistendo a una lotta senza quartiere tra le correnti dei 5 Stelle. Nel frattempo però le emergenze della città rimangono eluse. Lo testimonia la cifra record, in negativo, delle delibere. Che segnale è questo?
Cifra record in negativo delle delibere rispetto alle quali almeno un 30-40% sono state fatte per «nominare» delle persone. Ciò significa che non esiste una classe dirigente e anche questo è tranquillamente dimostrato da un dato: il Movimento 5 Stelle dice sempre di avere le migliori persone, le più preparate, i laureati, coloro che effettivamente sanno risolvere i problemi. Poi che fa? Accosta persone che di fatto non hanno iniziato il loro percorso con il M5S. Mi chiedo insomma se questa classe dirigente debba sempre scegliere personale esterno – vedi Paola Muraro o Raffaele Marra – e non personale interno. Questo lo reputo un grave punto di caduta.

Tutte colpa delle correnti, dicono alcuni. O invece esiste proprio un problema di selezione all’interno del Movimento?
Entrambe le cose. Anche se vedo plasticamente una guerra tra le correnti. Me ne sono accorto in queste ore entrando alla Camera: da come si predisponevano nelle aule i vari onorevoli a gruppetti. In tanti gruppetti. Questo dimostra come le correnti esistono eccome, e stanno erodendo questa creatura – nata con altri scopi - dal di dentro.

Sotto accusa, assieme a Virginia Raggi, è finito Luigi Di Maio, responsabile Enti locali e candidato premier in pectore.
Penso che si debba assumere le proprie responsabilità da candidato premier in pectore. Ho notato invece soltanto un suo assordante silenzio di quarant’otto ore rispetto a quanto accaduto. Ma d’altra parte questo senso di inadeguatezza era stato già dimostrato nella non risoluzione dei casi Parma e Livorno. Ovvero i guai dei 5 Stelle non esistono soltanto e purtroppo solo a Roma. A proposito: qui si stanno rafforzando mandando due commissari che sono due deputati direttamente alla corte di Virginia Raggi. Si tratta di un commissariamento in pieno regime.

Altro che trasparenza: zero streaming sulle riunioni di giunta, decisioni prese in solitaria da Grillo e Casaleggio, parentopoli nei municipi, due pesi e due misure rispetto agli avvisi di garanzia. Roma sembra essere il luogo dove il mito della diversità dei 5 Stelle sta implodendo.
Non sbaglia. E meno male, dico, che i «nemici» all’epoca - ad esempio quando io me ne sono andato – erano i dissidenti! Ricordo una mitica collega, la Lombardi, a dare delle talpe a destra e a manca quando c’era qualche fuga di notizie, quando tra l’altro c’è anche adesso tra i parlamentari dei 5 Stelle. Probabilmente non si sono accorti che i problemi erano altro, non le persone che con una sana interlocuzione anche critica cercavano solo di far crescere il Movimento…

L’onestà non basta dunque.
È una caratteristica imprescindibile. Posso dire che i cosiddetti «dissidenti» ad oggi non hanno nemmeno un avviso di garanzia pur facendo politica. Coloro che invece si sentivano gli «eletti» iniziano ad avere qualche problemino in tal senso. Piccolo consiglio: meno arroganza e più lavoro.

È lo stesso consiglio che si sente di dare a Virginia Raggi?
Sicuramente. Ho trovato una persona arrogante sia nelle sue scelte sia nel suo modo di fare. Più testa bassa sui dossier e meno arroganza. Potrebbe farle bene anche perché sta giocando seriamente sulla pelle di qualche milione di romani.