25 gennaio 2021
Aggiornato 11:00
La crisi del coronavirus

Il commissario Arcuri: «Vaccinazioni? Nessun ritardo»

Le risposte ai dubbi sui tempi e l'efficienza del sistema in una lettera al Corriere della Sera: «Entro fine mese in campo medici e infermieri arruolati e formati per la somministrazione»

Il commissario per l'emergenza sanitaria, Domenico Arcuri
Il commissario per l'emergenza sanitaria, Domenico Arcuri ANSA

In una lettera al «Corriere della Sera», il commissario per l'emergenza sanitaria Domenico Arcuri assicura che l'Italia non è in ritardo con le vaccinazioni e spiega come funziona il piano per le iniezioni.

«Dopo il simbolico vaccine-day del 27 dicembre, il primo stock è arrivato cinque giorni fa» informa Arcuri. «È stato attivato l'articolato piano logistico e organizzativo che abbiamo predisposto. In poche ore i vaccini, insieme a siringhe, aghi e diluenti, sono stati consegnati ai 293 punti di somministrazione preposti alla vaccinazione. Che spetta alle Regioni. Basterebbe andare sul nostro sito che informa i cittadini sull'andamento della campagna di vaccinazione per conoscere gli indirizzi di questi centri. Il piano per la vaccinazione è stato approvato dal Parlamento il 2 dicembre. Contiene alcune importanti decisioni. Il vaccino è gratuito per tutti e non è obbligatorio per nessuno. Sono individuate le categorie dei cittadini da vaccinare nel corso del tempo in funzione di due parametri: il livello di esposizione potenziale al contagio e la fragilità».

«Prima - continua Arcuri - il personale sanitario e sociosanitario dei presidi ospedalieri, con l'obiettivo di far diventare 'Covid-free' i nostri ospedali, nonché il personale e gli ospiti delle Rsa, perché non siano mai più teatro di quei terribili focolai. Un milione e 800 mila persone a cui contiamo di somministrare entrambe le dosi entro il prossimo mese».

«A febbraio partiremo con le persone che hanno più di 80 anni, oltre 4 milioni. Poi saranno vaccinati gli anziani dai 60 agli 80 anni, le forze dell'ordine, gli insegnanti e il personale scolastico, i fornitori di servizi pubblici essenziali, gli operatori del trasporto pubblico locale, il personale carcerario e i detenuti».

«E, infine, il resto della popolazione. Serviranno milioni di dosi (fino a 120 per tutti gli italiani) e, quando ci saranno, sarà avviata la campagna di vaccinazione di massa, che speriamo di concludere in autunno. I punti di somministrazione diventeranno 1.500, uno ogni 40mila abitanti. Il sistema informativo entrerà a pieno regime e servirà a prenotarsi, governare la somministrazione, la sua accountability e la farmaco-vigilanza. Ma allora perché i comportamenti delle regioni nella tempistica della somministrazione sono al momento asimmetrici? In qualche caso sono stati utilizzate il 50% delle dosi ricevute, in qualche altro il 3%? Sono passati solo 4 giorni dall'inizio della campagna, è davvero presto e sarebbe strumentale fare già consuntivi. Sono certo che lo spirito di collaborazione che abbiamo messo in campo porterà rapidamente ad azzerare queste asimmetrie. E se così non sarà di certo non mi esimerò dal denunciarlo».