6 aprile 2020
Aggiornato 11:30
Vaticano

Francesco: «Con i populismi tornano le ideologie che hanno fatto la seconda guerra mondiale»

Il Papa parlando a braccio rimette nel mirino i populismi: «Perché non si ascolta la realtà com'è. C'è una proiezione di quello che io voglio che si faccia, che io voglio che si pensi, che ci sia...»

Papa Francesco
Papa Francesco ANSA

CITTÀ DEL VATICANO - Con i populismi tornano le «vecchie ideologie che hanno fatto la seconda guerra mondiale": lo ha detto il Papa parlando a braccio con la comunità della rivista dei gesuiti Aggiornamenti sociali. «Ascoltare è lasciarsi colpire dalla realtà», ha detto Jorge Mario Bergoglio. «E a volte le proprie categorie cadono o si risistemano. L'ascolto dev'essere il primo passo, ma bisogna farlo con la mente e il cuore aperti, senza pregiudizi. Il mondo dei pregiudizi, delle 'scuole di pensiero', delle posizioni prese fa tanto male. Oggi, per esempio, in Europa stiamo vivendo il pregiudizio dei populismi, i Paesi si chiudono e tornano le ideologie. Ma non soltanto nuove ideologie - qualcuna c'è - ma tornano le vecchie, le vecchie ideologie che hanno fatto la seconda guerra mondiale. Perché? Perché non si ascolta la realtà com'è. C'è una proiezione di quello che io voglio che si faccia, che io voglio che si pensi, che ci sia... E' - ha spiegato il Papa - un complesso che ci fa sostituire a Dio creatore: noi prendiamo in mano la situazione e operiamo: la realtà è quello che io voglio che sia. Poniamo dei filtri. Ma la realtà è un'altra cosa. La realtà è sovrana. Piaccia o non piaccia, ma è sovrana. E io devo dialogare con la realtà».

Attenzione a tensioni all'interno della Chiesa

Occorre promuovere «occasioni di incontro e azione comune tra cristiani e credenti di altre religioni, ma anche con tutte le persone di buona volontà. Farlo richiede di misurarsi con paure ataviche e tensioni molto radicate: alcune riguardano i rapporti interreligiosi, altre rimandano ai contrasti tra 'laici' e 'cattolici' che percorrono la storia italiana, altre - e non dobbiamo dimenticarle, anzi richiedono un'attenzione particolare - sono interne al corpo ecclesiale. Ma se non riusciremo a unire tutta la famiglia umana, sarà impossibile procedere nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale».

Aiutare lettori a non agire sull'onda di fake news

E' un «servizio prezioso» per una testata quello di aiutare i lettori ad «orientarsi nel mondo che cambia». Uno sforzo teso a «formulare giudizi e ad agire con maggiore responsabilità e non solo per sentito dire, magari sull'onda di fake news. Aiutare i lettori a 'orientarsi nel mondo che cambia': questo è il motto che vi siete scelti», scrive Jorge Mario Bergoglio. «Svolgete un servizio prezioso, specie in un tempo di cambiamenti accelerati, che lasciano molti smarriti e confusi. Vi ringrazio di portarlo avanti con fedeltà e costanza da ben 70 anni. Ci vuole energia e impegno, e certamente costa fatica. Ma regala anche soddisfazione per il lavoro svolto. Non basta allenare la sensibilità spirituale, che resta indispensabile; servono competenze e analisi specifiche, quelle a cui date spazio sulle vostre pagine, grazie al contributo di molti esperti. Vi occupate di questioni complesse e controverse: dall'impatto dell'intelligenza artificiale sulla società e sul lavoro alle frontiere della bioetica; dalle migrazioni ai problemi della disuguaglianza e dell'inequità; da una visione dell'economia attenta alla sostenibilità e alla cura dell'ambiente alla costruzione del bene comune nella concretezza dello scenario politico attuale. In questi ambiti Aggiornamenti Sociali ha il compito non solo di fornire informazioni affidabili, ma di accompagnare i lettori a imparare a formulare giudizi e ad agire con maggiore responsabilità e non solo per sentito dire, magari sull'onda di fake news».

Bisogna stare dalla parte dei poveri

«Per i cristiani il discernimento dei fenomeni sociali non può prescindere dall'opzione preferenziale per i poveri. Prima che correre in loro aiuto, questa opzione ci chiede di stare dalla loro parte, anche quando guardiamo alle dinamiche della società. Tra i punti forti di Aggiornamenti Sociali c'è anche quello di dare spazio alla prospettiva di coloro che sono 'scartati'. Continuate a stare con loro, ascoltateli, accompagnateli perché sia la loro voce a parlare. Anche chi fa ricerca e riflette sulle questioni sociali è chiamato ad avere un cuore di pastore che odora di pecore».

Non ci sono «autostrade» per l'evangelizzazione

«Oggi non ci sono 'autostrade' per l'evangelizzazione, non ce ne sono. Soltanto sentieri umili, umili, che ci porteranno avanti. La risposta di un cristiano qual è? Fare un dialogo con quella realtà partendo dai valori del Vangelo, dalle cose che Gesù ci ha insegnato, senza imporle dogmaticamente, ma con il dialogo e il discernimento. Un gesuita in Tailandia, che lavora con i rifugiati, mi ha fatto questa domanda quando sono stato lì: 'Qual è oggi la strada per il nostro lavoro con i rifugiati?'. E la risposta è: non c'è una strada, ci sono piccoli sentieri che ognuno di noi deve cercare di fare guardando la realtà, ricorrendo alla preghiera e facendo discernimento. Realtà, preghiera e discernimento. E così si va avanti nella vita, anche con i problemi sociali, culturali... Ma se voi partite da preconcetti o posizioni precostituite, da pre-decisioni dogmatiche, mai, mai arriverete a dare un messaggio. Il messaggio deve venire dal Signore, tramite noi. Siamo cristiani e il Signore ci parla con la realtà, nella preghiera e con il discernimento. E' questo che io vorrei dirvi per la vostra Rivista. Mai, mai coprire la realtà. Dire sempre: 'E' cosi». Mai coprirla con quella rassegnazione del 'vedremo..., forse dopo cambierà...'. Mai coprirla: la realtà così com'è. Poi, cercare di capirla nella sua autonomia interpretativa, perché anche la realtà ha un modo di interpretare sé stessa. Si deve capirla. E poi il dialogo con il Vangelo, con il messaggio cristiano; la preghiera, il discernimento, e così fare dei piccoli sentieri per andare avanti.

Critiche fanno ballare un po' ma si rimane liberi

Le critiche fatte con «accanimento» da un «cuore cattivo» fanno «ballare un po'» ma non tolgono la libertà interiore. «Io vorrei incoraggiarvi su questo, e forse qualcuno dirà: 'Ma, padre, i problemi sono tanti e abbiamo paura di scivolare e sbagliare e cadere'. Ma, grazie a Dio! Se tu cadi, ringrazia Dio perché avrai la possibilità di alzarti e andare avanti e di tornare a camminare... Ma uno che non si muove per paura di cadere o scivolare o sbagliare, mai, mai sarà fecondo nella vita. Andate avanti, coraggiosamente. E se la critica è buona vi farà crescere. Vi farà vedere dove sono stati gli sbagli. E se la critica viene da un cuore cattivo, vi farà 'ballare' un po' con l'accanimento che succede in questi casi... Ma mantenete sempre la libertà interiore, e la libertà interiore ce l'ha solo chi prega, chi si mette davanti a Dio, chi prende il Vangelo, questa è la libertà interiore. Questo non è pietismo, no, è autenticità. Con le mani al lavoro, e con il cuore a sentire cosa succede nella gente».

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