19 luglio 2019
Aggiornato 16:30
Famiglia

Il Papa e la promozione della famiglia a Loreto (non a Verona)

Papa Francesco ribadisce l'insegnamento magisteriale sulla famiglia da Loreto, ma evita toni bellicosi e si tiene lontano dalle polemiche sollevate dal congresso mondiale delle famiglie di Verona

Papa Francesco
Papa Francesco ANSA

CITTÀ DEL VATICANO - «Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un'importanza e una missione essenziali...». Papa Francesco ribadisce l'insegnamento magisteriale sulla famiglia da Loreto, ma evita toni bellicosi e si tiene lontano dalle polemiche sollevate dal congresso mondiale delle famiglie di Verona.

Al santuario mariano che sorge nelle Marche, e che Jorge Mario Bergoglio visita proprio nella festività dell'annunciazione, il Pontefice argentino ha firmato l'esortazione apostolica che ha scritto dopo il recente sinodo sui giovani, «Christus vivit», che verrà pubblicata il prossimo due aprile, data della morte di Giovanni Paolo II, ha sottolineato il portavoce «ad interim» del Vaticano, Alessandro Gisotti, mettendo in evidenza che si collegano così le figure «di due Pontefici amati da giovani di diverse generazioni».

Per il Papa argentino è anche l'occasione per raccomandare un potenziamento del centro che proprio dal suo predecessore prende il nome. «Penso a Loreto - ha detto - come a un luogo privilegiato dove i giovani possono venire alla ricerca della propria vocazione, alla scuola di Maria! Un polo spirituale a servizio della pastorale vocazionale. Auspico perciò che sia rilanciato il Centro Giovanni Paolo II a servizio della Chiesa in Italia e a livello internazionale, in continuità con le indicazioni emerse dal Sinodo. Un luogo dove i giovani e i loro educatori possono sentirsi accolti, accompagnati e aiutati a discernere. Per questo inoltre chiedo caldamente ai Frati Cappuccini un servizio in più: il servizio di estendere l'orario di apertura della Basilica e della Santa Casa durante la tarda serata e anche l'inizio della notte - ha proseguito Francesco tra gli applausi dei 10mila fedeli - quando ci sono gruppi di giovani che vengono a pregare e a discernere la loro vocazione. Il Santuario della Santa Casa di Loreto, anche a motivo della sua collocazione geografica al centro della Penisola, si presta per diventare, per la Chiesa che è in Italia, luogo di proposta per una continuazione degli incontri mondiali dei giovani e della famiglia». Loreto si profila dunque come centro di incontro della Chiesa italiana per i giovani e le famiglie.

E proprio alle famiglie, prima di dedicare la propria attenzione ai malati del santuario, il Papa ha rivolto il propri pensiero. «La Casa di Maria è anche la casa della famiglia. Nella delicata situazione del mondo odierno - ha detto - la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un'importanza e una missione essenziali. E' necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l'insostituibilità a servizio della vita e della società. Nella casa di Nazaret, Maria ha vissuto la molteplicità delle relazioni familiari come figlia, fidanzata, sposa e madre. Per questo ogni famiglia, nelle sue diverse componenti, trova qui accoglienza, ispirazione a vivere la propria identità. L'esperienza domestica della Vergine Santa sta ad indicare che famiglia e giovani non possono essere due settori paralleli della pastorale delle nostre comunità, ma devono camminare strettamene uniti, perché molto spesso i giovani sono ciò che una famiglia ha dato loro nel periodo della crescita», ha detto ancora Bergoglio nuovamente interrotto dagli applausi entusiasti dei fedeli.

Nessun accenno, in questa difesa della famiglia tradizionale, all'incontro di Verona. A prendere le distanze dall'incontro mondiale delle famiglie, che non aveva peraltro il patrocinio della Cei, ci hanno pensato nei giorni scorsi, pur con i consueti toni felpati, il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin («Siamo d'accordo nella sostanza non sulle modalità»), il cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti («La famiglia non è una squadra di calcio, è una realtà fondamentale che, anche partendo da sensibilità diverse, deve vederci uniti»), nonche' il quotidiano dei vescovi Avvenire. Non, appunto, perche' la Chiesa non consideri essenziale il ruolo della famiglia, o perche' abbia cambiato magistero, ma perche' non e' piaciuto nei Sacri Palazzi ne' la strumentalizzazione politica dell'evento di Verona ne' certi toni bellicosi.

Sentimenti ben diversi da quelli ai quali il Papa, accomiatandosi, ha esortato i fedeli raccolti a Loreto: «A voi e a quanti sono legati a questo Santuario, Dio, per mezzo di Maria, affida una missione in questo nostro tempo: portare il Vangelo della pace e della vita ai nostri contemporanei spesso distratti, presi dagli interessi terreni o immersi in un clima di aridità spirituale. C'è bisogno di persone semplici e sapienti, umili e coraggiose, povere e generose. Insomma, persone che, alla scuola di Maria, accolgono senza riserve il Vangelo nella propria vita. Così, attraverso la santità del popolo di Dio, da questo luogo continueranno a diffondersi in Italia, in Europa e nel mondo testimonianze di santità in ogni stato di vita, per rinnovare la Chiesa - ha detto Francesco - e animare la società col lievito del Regno di Dio».