21 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
L'inchiesta

Caso Cucchi, il carabiniere intercettato: «Bisogna aiutare colleghi in difficoltà»

Questo il contenuto di parte d'una intercettazione depositata agli atti della Procura di Roma nell'ambito del processo per la morte di Stefano Cucchi

Caso Cucchi, il carabiniere intercettato: «Bisogna aiutare colleghi in difficoltà»
Caso Cucchi, il carabiniere intercettato: «Bisogna aiutare colleghi in difficoltà» ANSA

ROMA - «Bisogna avere spirito di corpo, se c'è qualche collega in difficoltà lo dobbiamo aiutare». Questo il contenuto di parte d'una intercettazione depositata agli atti della Procura di Roma nell'ambito del processo per la morte di Stefano Cucchi. A parere di chi indaga quelle parole, pronunciate il 6 novembre scorso, da un ufficiale dell'Arma e rivolte ad un ulteriore sottoposto che doveva esser ascoltato in aula, potrebbero esser indice della volontà di condizionare gli accertamenti. Tutta la vicenda è riferita in una nota della squadra mobile del 17 gennaio e depositata agli atti dell'inchiesta coordinata dal pm Giovanni Musarò.

«Mi raccomando dovete avere spirito di corpo... se c'è qualche collega in difficoltà lo dobbiamo aiutare...». Così avrebbe detto un ufficiale dei Carabinieri ad una delle persone sentite a novembre dagli inquirenti nell'ambito dell'inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi. L'esortazione è riportata in una intercettazione telefonica datata 6 novembre 2018 tra un maresciallo ed un suo collega che gli riporta un messaggio mandatogli dal superiore: «Ha detto 'mi raccomando dite al maresciallo che ha fatto un servizio alla stazione lì dov'è successo il fatto di Cucchi di stare calmo, tranquillo». Il militare aggiunge poi: «Ha detto 'mi raccomando, dovete avere lo spirito di corpo, se c'è qualche collega in difficoltà lo dobbiamo aiutare...'».