4 giugno 2020
Aggiornato 16:00
Centrosinistra

Minniti: «Serve una leadership forte»

L'ex Ministro dell'Interno: «Se nessun candidato raggiungesse il 51% sarebbe drammatico, per questo mi sono tirato indietro»

Marco Minniti
Marco Minniti ANSA

ROMA - Al Pd serve una «leadership forte» che abbia la legittimazione per «rivoltare il partito come un calzino» e per «evitare» le ipotesi di scissione. Lo ha detto Marco Minniti, spiegando a DiMartedì su La7 i motivi della sua rinuncia a candidarsi al congresso Dem: «Con il crescere delle candidature, si è appalesato il rischio che nessuno arrivasse al 51%. Ora aver rinviato il congresso, arrivare al 3 marzo senza che un candidato raggiungesse il 51% sarebbe stato uno scacco politico drammatico per il Pd. Ci voleva uno scatto di responsabilità, per avere un segretario eletto con il 51% era giusto che qualcuno si tirasse indietro».

Contro i populisti, l'aggettivo migliore è «democratico» - Minniti nega che la sua decisione sia dovuta al mancato appoggio di Matteo Renzi: «Non è stato un problema di appoggi. Il mio intendimento era questo: partire da un'esperienza riformista che considero importante, verificarne i punti e i limiti, cambiare radicalmente il partito che non significa cambiare il nome: non risolve il problema. Contro i populisti, l'aggettivo migliore è 'democratico'. C'è invece bisogno di rivoltare il partito come un calzino. Tutto questo può farlo una leadership fortemente legittimata, che non è la somma delle correnti dopo il 3 di marzo. Lo abbiamo già visto all'opera il partito come confederazione di correnti. Non è mai stato l'appoggio di Renzi il problema». Bisogna cambiare il rapporto tra riformismo e popolo, una questione antica che torna drammaticamente moderna.

C'è una maggioranza pericolosa - Secondo Minniti, «in questo momento il Pd è connesso al destino dell'Italia: c'è una maggioranza pericolosa, e una forza di opposizione è patrimonio del Paese». Anche per questo «spero che la scissione» di Renzi «non ci sia mai. Una delle ragioni per cui serve una leadership forte è che una leadership forte evita la scissione. Spero che la scissione non ci sia: un giorno qualcuno scriverà nei libri di storia di quello che oggi stiamo vivendo come cronaca. Una rottura o un indebolimento dell'opposizione democratica finirebbe scritta nei libri di storia: dobbiamo assumerci delle responsabilità». Ancora: «Volevo dare un segnale contro la personalizzazione, e più che cancellare me stesso non potevo fare». Minniti non dice però quale dei candidati rimasti avrà il suo voto: «Deciderò dopo aver letto le piattaforme politiche».

Candidatura Martina garanzia contro rischio scissioni - «Le reazioni di alcuni esponenti vicini a Nicola Zingaretti sono scomposte e inutilmente polemiche. La verità è che la candidatura di Maurizio Martina dimostra ogni giorno di essere sempre più in grado di unire e garantire che il partito non salti. Con la sua proposta di cambiamento e unità delle forze può lavorare a una nuova prospettiva di sinistra, moderna, necessaria per essere veramente alternativi alla destra». E' quanto fanno sapere fonti parlamentari vicine a Maurizio Martina.

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