16 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Manovra, siamo alla stretta finale: l'iter per arrivare all'approvazione

Nella serata di giovedì il voto di fiducia. L'ok definitivo potrebbe arrivare sabato in giornata. I tre leader di governo fanno il punto della situazione

Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini (Giuseppe Lami | ANSA)

ROMA - Il voto di fiducia alla Camera sulla legge di bilancio dovrebbe concludersi domani sera intorno alle 20 mentre il voto finale potrebbe arrivare sabato in giornata. È quanto emerso dalla riunione dei capigruppo che non hanno trovato un'intesa per limitare i tempi dell'esame di Montecitorio. La seduta inizierà giovedì 7 dicembre alle 17.30 con le dichiarazioni di voto; la prima chiama per il voto di fiducia è prevista alle 18.50 e la conclusione del voto alle 20.15. Poi seguirà l'esame sugli articoli dal 2 al 19, le tabelle allegate alla legge, e le relative votazioni che saranno 40. A seguire l'esame degli ordini del giorno che allo stato attuale sono 297.

Prima del voto finale servirà un Cdm
Si dovrà tenere un Consiglio dei ministri tecnico per l'approvazione della nota di variazione che sarà successivamente votata in commissione ed in Aula. Infine il voto finale, ultimo atto prima dell'invio della manovra al Senato. La seduta di giovedì è prevista dalle 17.30 alle 24 per poi riprendere sabato mattina. Con ogni probabilità, visto l'alto numero di Odg, il voto finale si terrà sabato.

Le posizioni dei due vicepremier
Alla conclusione dei vertici odierni, i tre leader di governo hanno comunicato, ognuno per attraverso i suoi canali, le proprie posizioni. Salvini è stato chiaro: «La Lega lavora per una soluzione di buon senso, dialogo con l'Europa ma senza rinunciare ai nostri impegni a favore degli Italiani». Di Maio ha messo nel mirino l'intero operato di governo, partendo dal contratto che «deve essere fatto» ma «ciò non toglie che il contratto possa essere ancora migliorato e ci possiamo mettere altre innovazioni. L'importante è che si modifichi al rialzo e non al ribasso». Quanto alla manovra «stiamo portando avanti misure coraggiose, sono tutte innovazioni che sono convinto facciano del bene a questo paese e possano cambiare questo paese. Poi posso immaginare che ci siano forze politiche che esistono da 30 anni e sono un po' disorientate da tutte queste proposte innovative».

Conte fa il punto della situazione
«Non abbiamo discusso di deficit ma di alcuni emendamenti controversi alla legge di bilancio e abbiamo trovato una soluzione» ha spiegato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte a proposito degli incontri a Palazzo Chigi con Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro. Sull'assenza del ministro all'Economia, Giovanni Tria, spiega che questa era dovuta a impegni «con le parti politiche sugli emendamenti controversi» e che «sarà coinvolto e informato sull'impatto economico nella decisione finale anche il ministro Tria».

E l'Europa?
Ma il tema centrale, ovviamente, non può che essere «Bruxelles». Perchè all'interno del governo, ha spiegato Conte, «noi ci troviamo sempre d'accordo» mentre «con l'Europa è un pò più complicato». Ed è con Bruxelles che la quadra va trovata: «Io sono ottimista. Non mi sarei seduto neppure al tavolo se la prospettiva non fosse possibile». E quanto all'incontro di martedì con Juncker a Strasburgo «stiamo definendo esattamente le modalità».