16 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Ultime dalla manovra: ecco le modifiche proposte da M5s e Lega

Dal taglio dell'Imu per i capannoni alle assunzioni nei centri per l'impiego, passando per lo stop ai furbetti della flat tax. Restano in sospeso reddito e pensioni

Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini alla Camera
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio e il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini alla Camera (Giuseppe Lami | ANSA)

ROMA – Raddoppia il taglio dell'Imu per i capannoni così come promesso da Matteo Salvini e arrivano 4 mila assunzioni per i centri per l'impiego, primo tassello per la realizzazione del reddito di cittadinanza tanto caro a Luigi Di Maio. E poi ancora, paletti per i furbetti della flat tax, più fondi per ridurre le liste d'attesa della sanità e la proroga della concessione per il Superenalotto. Sono tante le novità in arrivo (fino anche alla nascita del catasto della frutta) nella cinquantina di emendamenti di governo e relatore alla manovra depositati in commissione alla Camera, ma non c'è traccia delle modifiche attese sulle misure di bandiera di Lega e M5S, pensioni e reddito di cittadinanza. Correttivi su cui si sta giocando la partita con Bruxelles e che sono al centro di un ennesimo braccio di ferro fra i due partiti azionisti del governo giallo-verde.

L'iter parlamentare
L'obiettivo dell'esecutivo, ribadito più volte dal premier Giuseppe Conte in occasione del G20 di Buenos Aires, è quello di evitare la procedura di infrazione sulla manovra italiana. Un negoziato che si gioca proprio sulle correzioni che si intende apportare alla manovra ma di cui al momento non c'è traccia. Sembra ormai evidente da giorni che i nodi verranno affrontati in seconda lettura al Senato, e ad avvalorare questa strada è stato il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio Claudio Borghi che, dopo i continui slittamenti dell'esame, ha chiarito che alla Camera non ci sono più i tempi per intervenire. Oggi, infatti, riprenderanno no-stop i lavori della commissione che proseguiranno ad oltranza domani a partire dalle 10 con l'obiettivo di licenziare il provvedimento martedì e consentire l'approdo in aula mercoledì. Il calendario è fittissimo. Solitamente la prima settimana di dicembre le ex Finanziarie erano già state approvate da un ramo del Parlamento e si accingevano ad iniziare l'iter nell'altro ramo. Quest'anno il rischio di uno slittamento del via libera finale della manovra a dopo Natale è concreto.

I due punti cardine
Tutto, ovviamente, dipende dall'accordo nell'esecutivo sui due pilastri, reddito e pensioni, che dovranno essere riscritti e rimodulati per consentire qualche risparmio aggiuntivo da utilizzare molto probabilmente per ridurre la fatidica soglia del 2,4% di deficit considerata intoccabile fino a solo qualche giorno fa. Per fare un ennesimo punto su quest'argomento ci sarà quasi certamente un nuovo vertice di governo a palazzo Chigi entro domani. Ma Lega e 5 stelle sono divisi in particolare sulla riduzione del deficit e sull'ipotesi di tagliarlo fino al 2% per accontentare le richieste della Ue. L'Europa adesso vuole vedere che alle parole di apertura di Conte e Tria seguano dei impegni concreti. Una riduzione del disavanzo fino al 2,1% comporterebbe un taglio di 5 miliardi di spesa che salirebbe a 7 miliardi se l'asticella venisse fissata al 2%.

Le modifiche in arrivo
Tornando alle modifiche in arrivo, tra le novità annunciate nei 54 emendamenti presentati (39 dai relatori e 15 dal governo) non ci sono le misure a favore della famiglie che prevedevano diverse norme dalla proroga del bonus asili nido a quello per i 18enni, dal congedo parentale all'università. Assente anche l'annunciato taglio sulle pensioni d'oro. Ci sono invece correttivi sul capitolo sanità a partire da più risorse per ridurre le liste di attesa per le prestazioni, agevolazioni per le piccole farmacie e la possibilità per le Asl di far fronte a vuoti di personale ricorrendo a medici privati. Vita più difficile, invece, per i furbetti della flat tax. Arriva una norma anti-abusi per evitare licenziamenti ad hoc o uscite strumentali dal mondo del lavoro con l'obiettivo di ridursi il carico fiscale e poter accedere alla nuova flat tax al 15% che viene riconosciuta alle partite Iva con ricavi o compensi fino a 65mila euro. Come in ogni manovra, inoltre, anche in questo caso il governo attinge dal mondo dei giochi per recuperare risorse extra. Arriva, infatti, la proroga dell'attuale concessionario della gestione del Superenalotto che potrà gestire il gioco numerico nazionale fino alla nuova aggiudicazione e, comunque, non oltre il 30 settembre 2019. Vengono prorogate per un anno anche le vecchie concessioni per la raccolta del gioco del Bingo. Un anno in più anche per mettere a gara le concessioni per le scommesse sportive e più tempo per dismettere le vecchie slot. Infine, arrivano più fondi alla ricerca con un contributo straordinario di 300 milioni per 10 anni per il Cnr e più risorse anche per la sicurezza urbana.