17 dicembre 2018
Aggiornato 10:52

Il global compact divide il governo: Salvini ha scavalcato Moavero?

Il ministro degli Esteri difende l'operato del suo collega degli Interni: «L'immigrazione è una competenza condivisa». Ma per lui il patto ha degli aspetti da salvare

Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in Senato
Il ministro dell'Interno e vicepremier Matteo Salvini con il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in Senato (Giuseppe Lami | ANSA)

ROMA – Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha scavalcato il suo collega degli Esteri, Enzo Moavero, sul famigerato global compact? «No, non mi sono sentito sorpassato», ha commentato Moavero. Il tema dei migranti, infatti, è «una tipica competenza condivisa» tra la Farnesina, che deve seguire «i negoziati sul piano internazionale» e il Viminale, «che si trova in prima linea a gestire l'eventuale arrivo di migranti e il governo del fenomeno a livello interno».

I lati positivi del patto
Il dibattito in parlamento sul documento dell'Onu, che stabilisce alcune linee guida nelle gestione dell'immigrazione e dell'accoglienza dei richiedenti asilo, rappresenta dunque «un fatto positivo». Questa mattina, a margine di una conferenza al ministero dello Sviluppo economico, il titolare della Farnesina ha parlato di «una questione che si è rivelata così divisiva, così emotivamente forte rispetto alle diverse opinioni» espresse. «Il parlamento rappresenta i cittadini e avere un dibattito parlamentare mi sembra una delle espressioni più positive di democrazia», ha aggiunto Moavero, che ha invitato tutti a «leggere» il testo del global compact, per comprenderne meglio il contenuto. «E questo ha degli aspetti positivi perché parla di una gestione a più livelli, di stati di origine dei migranti, di paesi di transito, di paesi di destinazione, di oneri condivisi, e altro. E contiene anche alcuni elementi sui quali va fatta una riflessione per quanto riguarda la differenza tra migranti che sono rifugiati, che fuggono zone di guerra o regimi illiberali e migranti di carattere economico», ha commentato.

Pro e contro
Moavero trova che il global compact dell'Onu per la gestione delle migrazioni «contenga molte disposizioni assolutamente consonanti a quanto noi chiediamo: condivisione di sforzi e di oneri, azione a tutti i livelli, anche paesi di origine, per portarli ad avere un miglior sviluppo socio-economico che possa evitare la necessità di migrare, azione per la pace nei paesi da cui partono i rifugiati, i paesi di transito, la lotta al traffico, fino agli arrivi. Ecco, questi sono tutti aspetti condivisi», ha insistito il ministro. Poi, naturalmente, in documenti così complessi e articolati (il global compact contiene in tutto ben ventitré principi), «molti sono assolutamente consonanti, qualche altro è meno chiaro e può essere chiarito utilmente in un dibattito parlamentare, qualcun altro può far nascere delle perplessità, da cui ancora l'utilità che il parlamento si esprima. L'importante però è entrare nel merito di questi atti di cui parliamo e non fermarci ai titoli», ha concluso il ministro.