23 gennaio 2019
Aggiornato 10:09
Immigrazione

Global compact, 160 Paesi dicono sì all'accordo sulle migrazione dell'Onu. In Belgio si spacca il governo

Secondo Trump è «uno sforzo delle Nazioni unite per avanzare la governance globale a spese del diritto sovrano degli Stati»

La cancelliera tedesca Angela Merkel alla conferenza di Marrakech sul global compact
La cancelliera tedesca Angela Merkel alla conferenza di Marrakech sul global compact

MARRAKECH - Al vertice di Marrakech hanno aderito al global compact, il patto Onu sui migranti, 164 Paesi. Dall'accordo si sono invece sfilati, nei mesi scorsi, gli Stati Uniti e diversi altri paesi. Assente anche l'Italia, che ha deciso di sottoporre il patto all'esame del Parlamento, stessa scelta adottata dalla Svizzera. Considerato il primo documento internazionale sulla gestione delle migrazioni, completato dall'Onu dopo ben 18 mesi di negoziati, il global compact elenca 23 obiettivi per aprire all’immigrazione legale e scoraggiare gli attraversamenti illegali dei confini, mentre il numero di persone in movimento a livello globale è arrivato a oltre 250 milioni. 

Non vincolante, ma...
«Non dobbiamo soccombere alla paura o alle false narrazioni» sulla migrazione, ha detto oggi il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres all’apertura dei lavori della conferenza di Marrakech. Guterres ha denunciato le «molte menzogne» diffuse su questo accordo, che deve ora essere oggetto di un voto di ratifica finale, che avverrà il 19 dicembre all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il global compact è un «percorso per prevenire la sofferenza e il caos» a beneficio di tutti. Il Segretario generale delle Nazioni Unite ha poi ricordato che oltre 60.000 migranti sono morti dal 2000 mentre cercavano di lasciare i loro Paesi, definendo questa catastrofe «una fonte di vergogna collettiva». Il numero uno dell'Onu ha quindi sottolineato che il global compact non darà alle Nazioni Unite la possibilità di imporre politiche migratorie agli stati membri e non è un trattato legalmente vincolante. La maggior parte della migrazione non avviene dal sud al «nord globale» ma tra Stati nel sud, ha aggiunto spiegando che non è vero che gli stati industrializzati non hanno bisogno dei migranti.

Usa, Italia, Belgio e gli altri contro
Intanto Washington ha nuovamente criticato il testo, etichettandolo come «uno sforzo delle Nazioni unite per avanzare la governance globale a spese del diritto sovrano degli Stati». Tra i leader mondiali oggi a Marrakech c'è anche la cancelliera tedesca Angela Merkel, che guida proprio i Paesi che intendono appoggiare l’intesa. La tensione sul patto è salita anche in vari Paesi europei, minacciando la stabilità del governo del Belgio e spingendo alle dimissioni il ministro degli Esteri slovacco. Il Belgio è tra i sette Paesi che Arbour ha descritto come «impegnati in ulteriori decisioni interne» sull’accordo, con Italia, Bulgaria, Estonia, Israele, Slovenia e Svizzera. Il nodo del global compact ha spaccato anche il governo italiano come sappiamo. Il Movimento 5 stelle è per firmarlo, la Lega assolutamente no. In Belgio, il primo partito della coalizione, N-Va (l’Alleanza fiamminga di destra), ha ritirato i suoi ministri dal governo dopo il sostegno del premier Charles Michel.