18 dicembre 2018
Aggiornato 21:30

E' arrivato il «momento Tsipras», parola di Monti

Per l'ex premier, intervistato dal Corriere della Sera, Salvini ha in sé «due vene di pericolosità che i 5 Stelle non hanno» e sta riuscendo nella ri-identificazione dell’italiano normale

L'ex premier Mario Monti
L'ex premier Mario Monti (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA - «Non credo si possa dire che l’Europa sia stata troppo severa con l’Italia. Né sono convinto che la Commissione veda di buon occhio un indebolimento dell’Italia». Il senatore a vita Mario Monti lo ha spiegato in una intervista al Corriere della sera, dopo il suo voto favorevole in aula a palazzo Madama sulle comunicazioni del ministro dell’Economia a proposito della bocciatura della legge di bilancio da parte della Commissione europea. L’ex presidente del Consiglio è convinto che «aver votato a favore della posizione espressa da Tria in Parlamento sia il modo di avere un atteggiamento senza accondiscendenza, ma di esigente disponibilità ad assecondare un ripensamento».

Eccitano gli animi
«Vede - spiega al giornalista - credo che le forze che sostengono questo governo non avessero mai avuto veri momenti di confronto con la realtà oggettiva, con la realtà internazionale. Vivevano nell’equivalente politico di una bolla speculativa. Ora mi pare che l’impatto con la Commissione europea sia stata la prima vera occasione di scoperta della realtà, per politici che avevano in testa solo una propria versione di essa tutta costruita per demonizzare il passato». «Credo - ha sostenuto Monti - che stiamo arrivando allo ‘Tsipras moment’, ma il ‘Salvini-Di Maio moment’ è più diluito nel tempo». Tsipras cambiò idea in pochi giorni, perché capiva che i greci non volevano uscire dall’euro. In Italia invece Di Maio e Salvini, specialmente il secondo, hanno cercato di «eccitare gli animi» in chiave antieuropea praticamente dal primo giorno, fino alla settimana scorsa, attacca Monti. «Ora stiamo arrivando al momento in cui si capisce che la realtà è diversa da come la si immaginava. E che bisogna tenerne conto».

La ri-identificazione dell’italiano normale
Dunque la Lega e Salvini, con elettori del genere alle spalle, saranno più disposti dei 5 Stelle al compromesso in Europa? «A ogni video di Salvini su Facebook, io mi convinco che non sono neanche i contenuti che contano. Lui riesce a dare questa impressione di concretezza e in effetti alcune cose le ha fatte, o fatte fare» chiarisce. «Però se sta acquisendo consensi, secondo me, è perché sta determinando una ri-identificazione dell’italiano normale. L’abolizione di ogni forma di correttezza politica lo fa salire nei sondaggi più delle misure concrete: la gente si sente sdoganata nel dire quel che ha sempre pensato, ma prima non si poteva dire. Come italiano del Nord, sensibile ai temi dell’economia, mi sono chiesto più volte in queste settimane se dovessi essere contento dell’ascesa della Lega nei sondaggi e del calo di M5S; in fondo la prima capisce meglio i temi dell’economia e ha più capacità ed esperienza amministrativa. Ma ai miei occhi Salvini ha in sé due vene di pericolosità che i 5 Stelle non hanno: l’avversione all’Europa e una sorprendente capacità di impartire agli italiani un corso quotidiano di diseducazione civica. Non è poco».