13 dicembre 2018
Aggiornato 04:00

Global Compact, così l'Italia deciderà se firmare l'accordo sul «diritto all'immigrazione»

Dopo la sospensione della firma interviene il ministro degli Esteri, Moavero Milanesi. Conte: «Ci sono idee diverse. Deciderà l'Aula»
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini alla Camera
Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini alla Camera (Giuseppe Lami | ANSA)

ROMA - Sul Global Compact, il documento delle Nazioni Unite sull'immigrazione, il governo italiano «ritiene opportuno che ci sia un dettagliato e articolato dibattito in parlamento», prima della scelta definitiva sulla firma. A spiegare la posizione ufficiale del governo è stato il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, durante le interrogazioni a risposta immediata in Senato. Poi l'apertura al dialogo: «Sono disponibile a venire a riferire in qualunque momento nel dettaglio e nel merito di qualunque questione, inclusa questa del cosiddetto Global Compact for migration» ha spiegato il capo della diplomazia italiana.

Moavero Milanesi favorevole all'accordo
Moavero Milanesi si mostra, ancora una volta, favorevole alla ratifica: «È un accordo che riguarda una migrazione sicura, ordinata e regolare» e «rappresenta una piattaforma di cooperazione tra i Paesi partecipanti per governare i flussi migratori a livello internazionale, secondo un approccio multidimensionale di condivisione degli oneri tra i Paesi di origine, di transito e di destinazione dei migranti stessi. Questo per avere un cenno di merito su che cosa stiamo parlando».

A decidere se firmare sarà il Parlamento
«La scorsa settimana, il 21, avevo detto che avremmo avuto un approfondimento in sede di governo, prima di procedere alla conclusione eventuale del Global Compact», ha proseguito il titolare della Farnesina. «Avevo aggiunto che avremmo tenuto conto anche degli stimoli parlamentari. In tal senso ho successivamente scritto anche al presidente del Consiglio per renderlo edotto di quanto si era detto in quest'aula. Questa posizione è stata confermata».

La maggioranza non è unita sul Global Compact
In considerazione del fatto che il Global compact, come riconosciuto dallo stesso Moavero Milanesi, è un documento «con una sua complessità», che tocca temi e questioni estremamente sensibili e sentite dai cittadini, il presidente del Consiglio ha comunicato che il governo - dopo l'approfondimento - «ritiene opportuno che ci sia un dettagliato e articolato dibattito in parlamento». E poiché un voto prima del summit Onu è impossibile da calendarizzare «il governo non parteciperà alla conferenza, quindi nessun membro dell'esecutivo sarà presente a Marrakech». Poi, sulla base degli esiti del dibattito parlamentare e  dell'orientamento che a quel punto il governo prenderà potrà eventualmente in seguito valutare le scelte definitive da fare.

Conte difende la scelta di sospendere la firma
«Non è vero che non siamo più parte del progetto» sul Global compact ha spigaeto Conte parlando a Buenos Aires, in Argentina, dove è arrivato per prendere parte ai lavori del G20. «Sono due anni che si lavora. Adesso c'è da tirare le fila. C'è una diversità di opinioni che non deve spaventarci, quando abbiamo sottoscritto il contratto di governo eravamo consapevoli che si potessero avere differenti vedute. Questo è uno degli argomenti su cui ci misureremo con differenti opinioni. Abbiamo pensato che la cosa più trasparente fosse parlamentarizzare questo dibattito» anche perché - ha aggiunto - «c'è molto fermento tra la popolazione, sto ricevendo attraverso i social vari messaggi. Mi farà piacere affrontare questo tema con chiarezza di posizioni e discutere pubblicamente».