21 maggio 2019
Aggiornato 16:00
Social network

Ora il Pd se la prende anche con la pagina Facebook di Salvini

Il deputato dem Nobili insinua: «Chi paga per la struttura social del leader della Lega»? Eppure per il vicepremier si stava «meglio con il telefono fisso»

ROMAMatteo Salvini, leader leghista, vicepremier e ministro dell'Interno, vanta, grazie al suo team di esperti e a una raffinata strategia comunicativa, un seguito da record sui social network: 920 mila follower, e 28 mila tweet, su Facebook oltre 3 milioni e 400 mila persone che lo seguono, con più di tre milioni e 290 mila «Mi piace», un profilo che alimenta continuamente con post, video e dirette. Il 26 agosto ha festeggiato i tre milioni con un video spot e «tre milioni di grazie a voi e tre milioni di baci ai rosiconi», inneggiando «viva la libertà della rete, viva la nostra comunità, sempre più grande e più bella!». Un politico che non nega mai a nessuno un selfie che gli chiede la gente ovunque vada, per strada, uno scatto che farà il giro di altrettante pagine virtuali dei sostenitori.

L'interrogazione parlamentare
Insomma, una vera e propria macchina da guerra social, che ha giocato un ruolo non certo secondario nella costruzione del consenso politico ed elettorale del segretario della Lega. E che, proprio per questo, sembra preoccupare non poco il centrosinistra. Non è un caso se la questione è finita addirittura in parlamento, per via dell'interrogazione presentata al titolare del Viminale dal deputato piddino Luciano Nobili: «Le pagine Facebook ‘Matteo Salvini’, ‘Noi con Salvini’, ‘Matteo Salvini Premier’, ‘Lega-Salvini Premier’ – scrive l'onorevole dem – o la struttura comunicativa ‘Sistema Intranet snc’ guidata da Luca Morisi o altre strutture riconducibili al ministro Matteo Salvini hanno avuto un sostegno diretto o indiretto dal finanziamento pubblico scomparso di 49 milioni di euro, confiscati dal Tribunale di Genova dopo la condanna per truffa del fondatore della Lega Bossi e del tesoriere Belsito?». Insomma, Nobili vuole insinuare che l'apparato su Facebook e Twitter del vicepremier si tenga in piedi con il denaro confiscato dalla magistratura.

Ma per lui era meglio prima
Salvini, dal canto suo, si è limitato a rispondere indirettamente, affermando che, nonostante il suo successo e la sua disinvolura tecnologica, non è affatto un fanatico dei social. Anzi, verrebbe da definirlo addirittura un nostalgico... era meglio senza, era meglio quando c'era il telefono fisso a casa: lo ha confessato lui, parlando della sua adolescenza. Intervistato a Stasera Italia su Retequattro, Salvini, 43 anni, pre millenial, una bimba di sei e un figlio adolescente «smanettone», ha raccontato che lui a 14 anni era come tanti altri, usciva con gli amici, quando per fortuna non c'era Facebook. «Ero in quinta ginnasio al liceo Manzoni, non mi occupavo di politica, vedevo il Milan in curva Sud, ascoltavo De André, uscivo con gli amici la sera, perché fortunatamente non c'erano i telefonini, non c'erano gli iPhone, non c'era Facebook, c'era solo il telefono fisso da casa quindi se ti davi un appuntamento era quello e non si poteva cambiare diciotto volte... non voglio sembrare nostalgico ma... – ha detto Salvini – Ero un 15enne normale come tanti altri, adesso mio figlio smanetta con il telefonino molto più velocemente di me e dice che ascolto musica da vecchio... ogni generazione ha le sue fortune e le sue sfortune», ha chiosato il leader politico coi social dalla sua. E con la nostalgia di una adolescenza passata senza Fb: «Contento grazie ai miei genitori ai miei amici ai miei professori».