20 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Manovra finanziaria

Le Pen e Orban stanno con l'Italia: «La bocciatura dell'Europa è politica»

I sovranisti difendono il nostro Paese contro la procedura d'infrazione aperta dall'Unione europea: «Non danno giudizi tecnici, vogliono colpire il governo»

ROMA – La Commissione europea ha espresso il suo verdetto: la manovra finanziaria italiana è stata bocciata, e contro il nostro Paese è stata aperta una procedura d'infrazione. Ma, al di là di quello che pensano i burocrati di Bruxelles, non tutti i Paesi membri dell'Unione europea sembrano condividere la posizione duramente critica nei confronti della bozza di bilancio del governo Conte. Anzi, dall'estero arrivano numerosi messaggi pubblici di sostegno alla maggioranza M5s-Lega, da parte di politici stranieri a cui però la prevista sanzione della Ue contro l'Italia sembra proprio non andare giù.

Anche l'Ungheria rischia una sanzione
Il primo è stato Viktor Orban, presidente dell'Ungheria, che in questi giorni ha mandato il suo portavoce Zoltan Kovacs in visita a Roma. Il suo parere, piuttosto chiaro, lo ha espresso ai microfoni del quotidiano Libero: «Noi ungheresi – spiega Kovacs – commentiamo raramente le vicende di altre nazioni però mi sembra evidente che sulla vostra finanziaria la Ue si sarebbe dovuta limitare a una valutazione tecnica, procedurale, invece ha espresso un giudizio politico». Una sanzione politica che somiglia molto a quella che rischia lo stesso governo ungherese per la sua decisione di chiudere le frontiere ai migranti. Per questo motivo Budapest non vede affatto, nella posizione tenuta da Roma, un guanto di sfida lanciato alla Ue: «Noi in Ungheria non abbiamo la sensazione che l'Italia stia sfidando la Ue ma semplicemente che stia difendendo i propri interessi e diritti».

Le Pen difende Salvini
Della stessa idea è anche Marine Le Pen, amica di Matteo Salvini: «Non è una decisione di tipo economico ma solo politica: per questo mi fa ancora più rabbia», dichiara a La Stampa. La presidente del Raggruppamento nazionale, infatti, sottolinea come anche la sua Francia, guidata dal suo rivale Emmanuel Macron, abbia sforato i parametri di Maastricht, ma senza incorrere nello stesso trattamento: «La Francia per anni ha superato per il deficit pubblico il 3% del Pil, mentre l' Italia restava sotto. Il nostro debito è salito più velocemente del vostro e, anche se minore, è ormai pari al 100% del Prodotto interno lordo, senza contare l'enorme deficit nella bilancia commerciale mentre l'Italia assicura sempre un surplus. Nonostante questo la Commissione europea tratta Emmanuel Macron con i guanti di velluto e gli concede ampi margini di flessibilità, mentre fa prova di una severità spropositata con l'Italia». Dietro la procedura d'infrazione comunitaria ci sarebbe dunque una precisa volontà di colpire il governo gialloverde: «Perché a Roma i sovranisti sono al potere – prosegue Le Pen – E se il governo italiano dimostrerà che, mettendo fine alla politica di austerità, si rilancia l'economia e si riduce la disoccupazione, alla Commissione crollerà un mondo. Vuol dire che loro, a Bruxelles, avranno perso».