8 dicembre 2019
Aggiornato 13:30

Studenti bruciano bandiere della Lega e del M5s: è questo il loro No Salvini Day

Cori contro il governo e inni a favore di Mimmo Lucano, il sindaco «pro migranti» di Riace. Lancio di uova e fumogeni contro le forze dell'ordine

MILANO - Sono più di un migliaio gli studenti delle scuole medie superiori di Milano e dell'hinterland che sono scesi in strada per il capoluogo lombardo in occasione del «No Salvini day». Partita da largo Cairoli, la manifestazione contesta le politiche securitarie portate avanti dalla Lega e in particolare dal vicepremier Matteo Salvini a cui fa da contraltare lo stato di abbandono del mondo della scuola, dall'edilizia scolastica al numero chiuso nelle università. Una tesi sintetizzata da uno slogan che recita: «Le scuole sicure sono quelle che non crollano» e «Più cultura, meno paura».

Obiettivi: il Provveditorato e il Consolato americano
A circa metà del percorso, lungo il centro cittadino, il corteo si è diviso in due parti, una diretta verso il Provveditorato e l'altra verso il Consolato americano per testimoniare la solidarietà degli studenti milanesi alla «carovana» di migranti latino-americani che sta raggiungendo il confine tra il Messico e gli Stati Uniti.

Bruciate bandiere della Lega e del M5s
L'iniziativa dei collettivi studenteschi, inizialmente molto vivace, colorata e pacifica ha visto però alcuni momenti di tensione, e non proprio edificanti: un gruppo di studenti ha bruciato alcune bandiere della Lega e del Movimento 5 stelle.  Poco dopo mezzogiorno, quando il corteo ha raggiunto via Turati per dirigersi verso il Consolato degli Stati Uniti per inscenare una protesta in solidarietà alla «carovana migrante», gli studenti si sono trovati la strada sbarrata da delle transenne e da un cordone di polizia e carabinieri in assetto antisommossa che gli impediva l'accesso in largo Donegani. A questo punto le prime file del corteo hanno buttato a terra le transenne e lanciato fumogeni e uova in direzione delle forze dell'ordine.