16 agosto 2022
Aggiornato 23:30
Scuola | Protesta studenti

Profumo, la scuola e il patto per il futuro

Il Ministro dell'Istruzione: «Il problema della scuola è molto articolato ho viaggiato da nord a sud e ho conosciuto questa comunita' di grandissimo valore, fatta di docenti, studenti, genitori: dobbiamo farla convivere di piu' insieme»

VENEZIA - «Una grande manifestazione di democrazia». Commenta così il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo le manifestazioni pacifiche di ieri degli studenti in tutt'Italia.
«Ho sempre avuto un ottimo dialogo con gli studenti - ha aggiunto il ministro che ha preso parte a un convengo a Venezia - è dalla loro domanda che noi dobbiamo costruire. Credo che bisogna dialogare, anche esprimersi in modo forte, l'importante è che non ci sia la violenza e ieri non c'è stata. E' stata una grande dimostrazione di democrazia, la democrazia è anche questo».
Il ministro è anche tornato sulla frase del 'bastone e della carota' che ha suscitato diverse polemiche. «In realtà non ho detto nulla né sugli studenti né sugli insegnanti», facendo sapere inoltre di aver solo raccontato una sua conversazione telefonica da cui si capiva l'importanza di un meccanismo fatto da «un po' di incentivo e un po' di disincentivo». «Credo che il paese - ha concluso - abbia bisogno di quel tipo di segnali».

Per la scuola italiana serve «un patto per il futuro». «Il problema della scuola è molto articolato - riconosce il ministro - ho viaggiato da nord a sud e ho conosciuto questa comunità di grandissimo valore, fatta di docenti, studenti, genitori: dobbiamo farla convivere di più insieme».
«Con molta serenità - ha proseguito - credo che serva fare un patto per la scuola del futuro e che bisogni ridisegnarla anche con gli insegnanti». Nel suo intervento il ministro ha ravvisato la necessità di un cambio di passo: «In Europa la relazione fra docenti e scuola non è solo frontale, ma è in fase di condivisione che si prolunga nella giornata e nelle giornate», mentre, secondo Profumo, in Italia c'è «bisogno di cambiare un po' questo rapporto».
A chi gli evidenziava lo stato degli stipendi degli insegnanti italiani, relativamente basso, Profumo ha replicato:«Il tema dello stipendio lo stiamo mettendo sul tavolo»,ma, ha avvertito, è «necessaria una maggiore flessibilità».
«Dal 2014 avremo il nuovo contratto che voglio discutere coi sindacati e con le parti sociali - ha concluso il ministro - probabilmente sarà necessario avere la possibilità di fare più part time, ma anche la possibilità di lavorare di più se qualcuno lo vuole».

Momento difficile ma c'è grandissima attenzione - «E' un momento difficile del paese che deve definire una sua strategia, un suo progetto che deve proseguire nel tempo. Nella realtà per la scuola c'è stata grandissima attenzione».
«Se andate a vedere sui numeri la riduzione è molto limitata - ha tenuto a precisare - io penso che invece di ridurre si debba riorganizzare: questo paese ha sempre interpretato le riorganizzazioni come qualcosa che andava ad essere tagliato ma io credo - ha concluso Profumo - che attraverso le riorganizzazioni si possano utilizzare meglio le risorse e si possano ottenere dei risultati».