20 agosto 2019
Aggiornato 07:30

Rocco Casalino ospite di Fazio: prima si scusa, poi rilancia

Il portavoce di palazzo Chigi, stavolta, di voce porta la sua: in diretta televisiva su Rai 1 ribadisce la sua versione sul famigerato video, e va al contrattacco

ROMA«Non ho mai visto quel video, ora mi urta vedermi dire quelle cose. E penso abbia urtato molte altre persone. Non ho nessun problema a chiedere scusa». Rocco Casalino, stavolta, travalica il suo ruolo di portavoce del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, e davanti alle telecamere (quelle di Rai 1, per Che tempo che fa di Fabio Fazio), si espone in prima persona. Del resto, in questo caso, e non per la prima volta, lui stesso è diventato la notizia: il comunicatore del Movimento 5 stelle, infatti, è finito al centro delle polemiche quando è spuntato dal passato un video in cui affermava che le persone affette da sindrome di Down gli fanno «schifo».

Solo una simulazione
La sua versione, però, quella con la quale si è difeso fin dal primo giorno e che ha ribadito anche in televisione, è diversa: «Condivido che sono considerazioni impensabili – ha spiegato – Era una simulazione di intervista e mi è stato chiesto di interpretare un personaggio. A fini didattici ho impersonato questo personaggio. è un pugno nello stomaco anche se era una simulazione o un personaggio interpretato, fatto per provocare gli studenti. Faccio fatica a vedere il video perché a distanza di tanti anni mi infastidisce vedermi e sentirmi dire quelle cose. Se qualcuno si è sentito offeso chiedo scusa, ma non penso quello cose. Sono stato in Germania dove ci chiamavano Mangiaspaghetti, sono omosessuale e ho subito discriminazioni. Che si possa fare male a persone per la propria diversità non fa parte della mia natura. Ripeto, si è trattato di una simulazione, ma è altrettanto brutto rivedermi. Ho chiamato il presidente dell'associazione nazionale persone Down e ho spiegato che si trattava di un fraintendimento, chiedendogli scusa per dire che sono sempre a loro disposizione».

Attacchi ai giornali
Da un lato, dunque, Casalino si è scusato. Dall'altro, però, ha colto l'occasione della sua presenza televisiva anche per rilanciare le accuse che il vicepremier Luigi Di Maio non ha risparmiato nei confronti dei giornalisti, definiti «sciacalli» per il modo in cui hanno trattato il processo alla sindaca Virginia Raggi, poi terminato in un'assoluzione. Il portavoce ha ribadito la stessa linea del leader del suo Movimento: «Credo che sia diritto di chi rappresenta i cittadini, di chi è ministro e capo politico di un movimento, denunciare con forza. È un'anomalia invece un'informazione che più che informare fa propaganda politica – ha detto – I toni eccessivi servono a denunciare con più forza quello che non va sottovalutato. La libertà di stampa è un tema importantissimo, è il tema. Credo che ci sia un accanimento molto forte contro il M5s. Come esperto di comunicazione credo che ci sia qualcosa che non funziona. Se la stampa è il cane da guardia del potere, deve abbaiare e mordere quando qualcosa non va, non può mordere sempre. Ci si concentra molto sul linguaggio, ma io mi concentrerei sui fatti: con Raggi ci sono stati due anni di fango. Un linguaggio forte può essere giustificato da una forza politica, la stampa invece deve avere un linguaggio sempre misurato». I maligni sostengono che, con questa mossa, Casalino stia cercando di blindarsi presso il Movimento 5 stelle, nel caso in cui la Lega chieda un ridimensionamento del suo ruolo. Il Partito democratico protesta per lo spazio garantitogli in prima serata su Rai 1. Dai piani alti delle istituzioni, invece, non arrivano commenti: ma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in visita a Biella nel weekend, ha voluto recarsi al ristorante Malvarosa, dove si è fatto fotografare con i ragazzi che lo gestiscono, tutti affetti da sindrome di Down. Sarà solo una coincidenza?