13 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Per il M5S Renzi bluffa un'altra volta

Ddl anticorruzione: oggi Grillo consulta il popolo del web

Ha preso il via oggi la consultazione online degli iscritti M5S sulla legge anticorruzione, all'esame dell'aula del Senato. Gli iscritti sono stati chiamati dalle 10 alle 19 a votare per indicare come dovranno comportarsi domani i parlamentari grillini.

ROMA - Ha preso il via oggi la consultazione online degli iscritti M5S sulla legge anticorruzione, all'esame dell'aula del Senato. Gli iscritti sono stati chiamati dalle 10 alle 19 a votare per indicare come dovranno comportarsi domani i parlamentari grillini. Il deputato M5S, Roberto Fico, ha sottolineato che il testo firmato da Piero Grasso è un ricordo lontano: perché il ddl in esame è deficitario e farraginoso, e l'anticorruzione alla «Renzi» è soltanto l'ennesimo bluff.

GRASSO ADDIO, IL TESTO E' DEFICITARIO - Intanto, il blog di Beppe Grillo ha ricordato ai pentastellati italiani che domani si terrà in aula, al Senato, la votazione finale (per il primo passaggio alle Camere) sul pacchetto di norme anticorruzione. Si voterà su un testo base, che include anche l'atto del Senato n. 19 a prima firma del Presidente del Senato Piero Grasso, totalmente modificato nel corso di questi mesi dal governo e dalla maggioranza. «Due anni fa - si legge sul blog - Grasso presentava una proposta di legge sull'anticorruzione per la riforma di alcuni significativi istituti, in materia di: aumento di pene per i reati di corruzione, di pena per il reato di scambio elettorale politico mafioso, l'introduzione del reato di autoriciclaggio, estensione dell'agente sotto copertura anche per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio, reintroduzione del reato di falso in bilancio. Ma, dopo due anni, il pacchetto di norme è stato oggetto di varie modifiche, accorpamenti e divisioni da parte del Governo».

ECCO COSA PREVEDE IL DDL ANTICORRUZIONE - «Il testo deficitario uscito dalla Commissione che sostanzialmente contiene: 1. Scambio elettorale politico mafioso: Governo e Maggioranza hanno ridotto le pene per questo gravissimo reato, portate a quattro anni nel minimo (rispetto ai 7 proposti) sino a 10 nel massimo (rispetto ai 12 proposti) con una riduzione del 42%. Inoltre il Governo ha voluto escludere il reato qualora non venga provato (prova quasi impossibile se non con la confessione) che le modalità di procacciamento di voto, in cambio di controprestazioni, siano avvenute con atti intimidatori tipici mafiosi. La Cassazione Penale ha già bocciato tale nuova disposizione; 2. Autoriciclaggio: Le pene previste erano da 4 a 12 anni. Il Governo invece, ha previsto pene che vanno da 2 a 8 anni e, altresì, che il reato di autoriciclaggio non sussista qualora il denaro proveniente o frutto di precedenti reati venga destinato alla mera utilizzazione o al godimento personale. Norma, dunque, facilmente eludibile e di difficile applicazione».

L'INCOGNITA DEL FALSO IN BILANCIO – Prosegue così il blog di Grillo: «3. Reintroduzione del reato di falso in bilancio. Il ddl Grasso abrogava di sana pianta le soglie di non punibilità. Il Governo ha, invece, inserito nel testo che verrà sottoposto alla votazione di mercoledì circostanze attenuanti per fatto di lieve entità e per la non abitualità della condotta, come principi di sconti di pena applicabili a prescindere dalle dimensioni e dal fatturato delle società. Si potrebbe ripresentare, in diversa forma, lo stesso principio delle soglie di non punibilità. Inoltre la pena nel massimo a cinque anni prevista dal Governo per società non quotate (circa il 94% delle esistenti), esclude l'uso delle intercettazioni come mezzo di prova per accertare tale reato, che verrà ad esistere solo se le falsificazioni di bilancio siano poste in essere in modo "consapevole" e con modalità "concretamente idonee" ad indurre altri in errore. Prova piuttosto ardua per il Magistrato. Aumenti di pena per i reati contro la PA: art. 314 - peculato, aumento della pena massima di 6 mesi, rispetto ad oggi; art. 318 - corruzione per l'esercizio della funzione, aumento della pena massima di un anno (dunque 6 anni), rispetto ad oggi (5 anni) con possibilità dell'uso di intercettazioni; art. 319 - corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, aumento di pena che passa dagli attuali 4 e 8 anni a 6 e 10 anni; art. 319 ter - corruzione in atti giudiziari, aumento di pena che passa a 6 e 12 anni (rispetto ai 4 e 10 attuali); art. 319 quater - corruzione per induzione, aumento della pena nel minimo e nel massimo; art. 416 bis - associazione di tipo mafioso, aumenti di pena che passano dagli attuali 7 e 12 a 12 e 18 anni e in caso di associazione armata con pena che passano da 9 a 15 sino a 12 e 20; art. 317 con l'inserimento dell'incaricato di pubblico in servizio per il reato di concussione».