14 novembre 2018
Aggiornato 05:30

De Magistris, è lui il «nuovo» leader della sinistra contro il governo

Il sindaco di Napoli lancia l'appuntamento per sabato 1° dicembre a Roma: un incontro per varare una «coalizione civica» per le prossime elezioni europee
Il sindaco di Napoli e presidente di DemA, Luigi de Magistris
Il sindaco di Napoli e presidente di DemA, Luigi de Magistris (Ciro Fusco | ANSA)

ROMA – Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, lancia la sfida per una nuova coalizione politica, e lo fa con un appello pubblico rivolto alla società civile, al mondo dei movimenti, delle associazioni. «È giunta l'ora della costruzione di un fronte popolare democratico – scrive de Magistris – senza confini politici predeterminati, senza recinti tradizionali. Non è un quarto polo, non si deve ricostruire il collage delle fotografie già viste e sconfitte. È il luogo questo in cui l'ingresso è vietato solo a mafiosi, corrotti, corruttori, fascisti e razzisti. Per il resto è vietato vietare».

Chiamata alle armi
Il leader del movimento DemA sottolinea come la nuova coalizione non sarà la sommatoria delle esperienze della vecchia sinistra ma si apre ad un campo molto più largo: «Persone che ogni giorno sono in lotta per i diritti, che lottano per la difesa dei territori dalle distruzioni ambientali e dalle opere pubbliche dannose, che resistono contro le organizzazioni criminali e contro le mafie di Stato. Organizzazioni di base, associazioni, comitati, movimenti, militanti politici, sindaci, amministratori, eletti dal popolo che provano ogni giorno, pagando anche sulla propria pelle il prezzo di ogni forma di violenza, da quella fisica a quella istituzionale, a rimuovere gli ostacoli che impediscono la realizzazione dell'uguaglianza e della giustizia», si legge nell'appello. Lo sguardo più immediato è a ciò che sta accadendo in Europa: «Siamo per un'Europa dei diritti e dei popoli, per fermare l'Europa dei fascismi, degli egoismi, delle mura e del filo spinato, per cambiare anche l'Europa delle oligarchie e delle tecnocrazie». De Magistris dà appuntamento a sabato 1° dicembre al teatro Italia a Roma alle ore 10 per un grande incontro nazionale: «Per costruire una coalizione pronta per ogni sfida per realizzare libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia. Da qui si parte uniti per un lungo viaggio per consolidare la resistenza e per organizzare il contrattacco», conclude il sindaco di Napoli.

A sinistra, ma senza sinistra
L'appello pubblico, de Magistris, lo rilancia poi in un'intervista a Repubblica: «L'opposizione sociale al governo gialloverde c'è, trasformiamola in un'opposizione politica». Sullo sfondo c'è il tentativo di varare una «coalizione civica» per le prossime europee, a cui parteciperebbero (da una posizione defilata, si dice) Sinistra Italiana, Rifondazione comunista e Verdi. De Magistris non fa nomi ma tra gli «amici» del progetto ci sono Erri De Luca, Michela Murgia, Ilaria Cucchi, Mimmo Lucano, Cecilia Strada. E dagli Usa è pronto ad intervenire in collegamento anche Bernie Sanders, il leader socialista della sinistra americana. Un salto nazionale? «Se sei il sindaco di Napoli rappresenti già un punto di riferimento; semmai, dopo un'esperienza così importante e lunga, abbiamo deciso di provare a costruire con chi ci sta un campo largo, un fronte democratico e popolare, che possa unire tutte quelle esperienze che da anni lottano per diritti, beni comuni, contro le mafie, per lo sviluppo sostenibile, contro le privatizzazioni e l'austerità». A chi gli chiede come mai nel suo appello la parola «sinistra» non compaia mai, De Magistris risponde: «Il punto è che per molti anni troppi hanno utilizzato la locuzione senza poi tradurla politicamente. Io invece senza dire 'sinistra' credo di averla fatta nella mia città: rottura di sistema e affidabilità di governo. Escluse alcune categorie, cioè fascisti, razzisti, corrotti, mafiosi e ladri, noi parliamo a tutti, partendo dal presupposto che il nemico non può essere un altro essere umano. Vogliamo un'Italia costruita non sul rancore ma sulla solidarietà», spiega, e a proposito del governo aggiunge «manca un'opposizione parlamentare, ma ne esiste una sociale. Serve dare voce a quella. C'è una prateria politica davanti».