15 dicembre 2018
Aggiornato 09:30

L'ultima fake news «anti governo»: il taglio delle pensioni alle vittime delle leggi razziali

Il Movimento 5 stelle risponde alle critiche: «Da giornali e opposizioni impreparazione o malafede»
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini (Angelo Carconi | ANSA)

ROMA - «Come Commissione Bilancio riteniamo di dover intervenire su questa triste vicenda per spiegare a giornali e opposizioni come funziona il fondo per le pensioni delle vittime delle leggi razziali». I Deputati della Commissione Bilancio della Camera del Movimento 5 stelle non ci stanno e smontano quell che definiscono l'ennesima «fake news» contro il governo. «Giornali e opposizioni che nella migliore delle ipotesi dimostrano la loro impreparazione e nella peggiore la totale malafede. La riduzione di 50 milioni del sostegno è una normale operazione del Ministero dell'Economia che calibra il fondo sulla base di quanto serve per corrispondere a tutti gli aventi diritto quanto gli spetta. Non è altro che l'adeguamento sul tiraggio del fondo. Se servono meno risorse, perché per il normale corso della vita si riducono i beneficiari, il fondo si riduce di conseguenza. Nessuna pensione di nessun avente diritto verrà toccata».

La rabbia del Movimento 5 stelle
«È grave» la replica dei Deputati del Movimento «che venga fatta circolare una notizia palesemente falsa al solo scopo di attaccare il Governo, peraltro sfruttando l'ovvia sensibilità di tutti verso persone che meritano tutta la nostra vicinanza. Sia chiaro, non c'è stato nessun ripensamento, dietrofront o intervento del Quirinale, è semplicemente falsa la notizia che è circolata in queste ore».

Gli attacchi delle opposizioni
Tagli per 50 milioni di euro per il «sostegno in favore di pensionati di guerra e assimilati, perseguitati politici e razziali». Il primo a riprendere la denuncia delle comunità ebraiche è il deputato Pd Emanuele Fiano, che chiede di «cancellare questa vergogna». Poi anche la vice presidente della Camera di Forza Italia, Mara Carfagna, che sperando in «un errore tecnico e non una scelta deliberata» annuncia la presentazione di un emendamento che «ripari questo insulto alla memoria e alle persone che hanno patito e combattuto l'antisemitismo e la dittatura». Andrea Maestri, esponente della segreteria nazionale di Possibile, attacca duramente: «Se l'onda nera sembrava lambire solo le latitudini del Viminale, ora a pelo d'acqua galleggia l'intero governo: sì, perché a 80 anni da quel 5 settembre 1938, quando Vittorio Emanuele III firmò la prima legge razziale, quella che allontanava i bambini ebrei dalle scuole, Conte, Di Maio e Salvini sfornano una norma odiosa, nascosta nel decreto fiscale, che cancella la pensione alle vittime delle persecuzioni fasciste, ebrei e non solo».