16 dicembre 2018
Aggiornato 09:30

Nessun declassamento: S&P non abbassa il rating dell'Italia. E il governo esulta

Confermato il giudizio a BBB: l'agenzia rivede solo l'outlook, che passa da da «stabile» a «negativo». Di Maio: «Per chi ci rema contro è una brutta sorpresa»

Un monitor con i valori della borsa
Un monitor con i valori della borsa (Leszek Szymanski | EPA)

ROMA – Standard & Poor’s ha confermato il rating dell’Italia a BBB, un livello che resta quindi due gradini al di sopra del temuto «speculative grade», comunemente chiamato «junk» (spazzatura); al tempo stesso l’agenzia ha modificato da «stabile» a «negativo» l’outlook, ovvero le prospettive sulle sue stesse valutazioni di affidabilità creditizia. Mossa che potrebbe preludere a un declassamento nei prossimi mesi. La decisione tuttavia risulta meno grave di quanto si sarebbe potuto temere: diversi osservatori non escludevano che l’agenzia avrebbe proceduto immediatamente a un declassamento di rating. Standard & Poor’s avverte che potrebbe declassare il rating dell’Italia nell’arco dei prossimi 24 mesi sulla base di tre principali scenari negativi. «Se la crescita reale del Pil dovesse risultare materialmente inferiore alle nostre attese – afferma l’agenzia nell’aggiornamento sull’Italia in cui ha confermato il rating BBB – Se deficit e debito pubblico dovessero oltrepassare in maniera significativa le nostre attese». Infine, «se dovessimo osservare un marcato deterioramento nelle condizioni finanziarie esterne dell’economia dovuto a persistenti incertezze politiche e alle loro potenziali implicazioni avverse per le banche, che sono un dei principali finanziatori dello Stato».

Giudizio corretto
Il governo esulta per la decisione dell'agenzia di rating: «Standard & Poor’s lascia invariato il suo rating sul debito dell’Italia. Riteniamo che questo giudizio sia corretto alla luce della solidità economica del Paese: l’Italia è la settima potenza industriale al mondo e la seconda manifattura europea. La competitività delle nostre imprese ci permette di avere un surplus commerciale consistente e il risparmio delle famiglie italiane è solido». Lo ha dichiarato in una nota il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. «In merito alla decisione di portare in negativo l’outlook italiano e ad alcuni giudizi negativi sulla manovra economica – prosegue Conte – siamo fiduciosi che mercati e istituzioni internazionali comprenderanno la bontà delle nostre misure. Con la manovra economica, evitiamo una stretta recessiva e rilanciamo la crescita grazie agli investimenti e ad un programma di profonde riforme strutturali. L’Italia è saldamente collocata all’interno dell’Unione europea e non c’è alcuna possibilità di uscita dall’Ue o dall’euro-zona. Il governo è al lavoro per far ripartire il Paese su un sentiero di crescita e in direzione dello sviluppo sostenibile».

Il governo non arretra
Stessa reazione anche da parte del vicepremier Luigi Di Maio: «Le agenzie di rating non misurano il benessere dei cittadini di un Paese, ma chi aspettava Standard & Poor’s per continuare a remare contro il governo oggi ha avuto una brutta sorpresa: il rating dell’Italia è stato confermato. Andiamo avanti! Il cambiamento sta arrivando», ha affermato il leader del M5s su Twitter. «Standard & Poor's non non ci ha neanche declassato ma bisogna leggere sempre le cose in negativo anche dove non c’è il negativo. Deve essere ben chiaro che il governo non arretra: si farà il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e quota 100 – ha poi ribadito Di Maio in Sicilia, dove oggi si recherà nelle zone alluvionate e terremotate – Queste tre misure sono collegate, perché se l’anno prossimo mandiamo in pensione 500 mila persone si liberano posti lavoro per persone che reinseriremo attraverso la formazione nei centri per l’impiego» perciò «le due cose non si toccano e il reddito di cittadinanza non si ridimensiona».