16 dicembre 2018
Aggiornato 18:00

Renzi si «trasforma» in Grillo e su Facebook insulta tutti

Nel mirino dell'ex segretario del Pd la manovra, l'immagine dell'Italia in Europa e soprattutto le parole dal Circo Massimo del leader del M5s

ROMA - «Ci ha bocciato Moody's, ci ha bocciato la Commissione Ue, ci ha bocciato l'Europa dei sovranisti. Tutti quelli che dovrebbero essere i nostri alleati in caso di vittoria di Salvini e Di Maio, sono i primi a darci le martellate». Nella sua solita 'top ten' della settimana Matteo Renzi, in diretta Facebook, si trasforma in Beppe Grillo e attacca tutto e tutti. «L'austriaco Kurz, che Salvini considera un amico, sono tre giorni che mena sulla manovra. Quando dicono di votarli alle Europee perché con gli amici nazionalisti cambieranno l'Europa, ci stanno consegnando a quelli che ci hanno lasciati soli sull'immigrazione come Orban e ci mazzolano sull'economia come Kurz. Con Salvini e Di Maio l'Italia sarà mazzolata, purtroppo», ha aggiunto Renzi, che poi è tornato sulla reazione dei mercati alla manovra economica del governo, «annunciata affacciandosi da un balcone: ai mercati guardando quell'immagine non vengono in mente nè Giulietta e Romeo, Di Maio e Casalino non sembrano Giulietta e Romeo, nè Mussolini, ma i peronisti. Erano loro che si affacciavano al balcone».

«Conte squalifica l'Italia, fa solo figuracce»
Quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte «parla di dossier che non conosce, come sui migranti o la politica economica, squalifica l'Italia agli occhi dei giornalisti stranieri». Poi, ecco l'insulto 'alla Grillo': «Conte ne fa una a settimana, parlare di lui è come sparare sulla Croce Rossa». In primo luogo, l'ex premier ritorna sulla questione del concorso a professore di Conte: «Dopo le dichiarazioni del suo mentore Alpa, Conte ha mentito o sul curriculum o sul concorso. Ma la cosa più preoccupante è che ieri è andato alla Stampa Estera e ha pensato bene di avere un tono sussegiuoso, chiedendo chi in Europa in questi anni ha accolto più di 600mila migranti, come ha fatto l'Italia. I giornalisti gli hanno detto la Germania, più del doppio. Poi ha detto che l'Italia era in recessione, ma l'Italia era in recessione fino al 2014...». Per Renzi, «andare a fare le brutte figure davanti alla stampa estera parlando di dossier che non si conoscono squalifica l'Italia agli occhi dei giornalisti stranieri».

Salvini e Di Maio nel mirino
Quindi Renzi torna sullo scontro tra Lega e Movimento 5 stelle sul dl fiscale: «È stato cancellato qualche codicillo, ma il condono resta e Salvini e Di Maio dicono agli italiani 'tu cittadino onesto e perbene hai pagato il 100% e sei uno scemo; tu cittadino che non hai pagato, dai il 20% e chi s'è visto s'è visto'». Ed eccoci all'attacco: «Salvini l'ha fatta la flat tax, ma per gli evasori. E non per il futuro ma per il passato. I Cinque Stelle battono le mani, gridano onestà onestà, e votano: condono edilizio e condono fiscale. Benvenuti nell'Italia della legalità». Renzi ha ripercorso così 'la settimana della manina': «Prima era la pace fiscale, poi è diventato un vero e proprio condono, che secondo Di Maio si è scritto da solo, si è messo in macchina, è salito al Quirinale, non c'è arrivato perché si sarà perso in una buca di Roma». Ne è seguito il confronto nella maggioranza sul condono fiscale «che ha fatto pensare alla rottura ma in realtà Salvini e Di Maio non si lasceranno così facilmente perché li tiene insieme la voglia di poltrone».

«Beppe Grillo mi fa schifo»
Ed eccoci a Beppe Grillo che dal palco di Italia a Cinque Stelle «fa battute sull'autismo: fa schifo e si deve vergognare». E proprio a Grillo ha assegnato «la palma d'oro» della settimana appunto perché «ha pensato di insultare le famiglie delle persone che vivono disturbi dello spettro autistico». Il «fondatore del primo partito italiano, il pregiudicato Grillo, che ha costruito la sua carriera facendosi pagare in nero e ora parla di onestà, può insultare chi vuole: ha attaccato il Capo dello Stato, ha insultato il presidente francese, mi chiama l'ebetino e neanche lo querelo. Ma quando prende in giro un bambino che soffre di autismo, il signor Beppe Grillo fa schifo, si deve vergognare. E chi applaudiva e rideva dovrebbe riflettere su quanta schifezza ha creato alle famiglie» che vivono quella realtà. «Ha fatto bene il M5s a prendere le distanze dalle parole su Mattarella, ma doveva prendere le distanze anche da questo, perché insultare il presidente della Repubblica è una vergogna, ma insultare un bambino che soffre di autismo è una vergogna ancora più grande», ha concluso Renzi.