17 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Meloni mette radici nella Lombardia di Salvini e attacca la manovra: "Tradisce sia il Nord che il Sud"

"La manovra tradisce il Nord, e anche il Sud". Fratelli d'Italia proverà a cambiarla in Parlamento. Intanto, al Nord, punta a radicarsi

MILANO - Meloni non ci sta. La manovra varata dal governo tradisce il Nord, e anche il Sud. "Fratelli d'Italia proverà a cambiare in Parlamento questa manovra, per noi oggi non va bene" commenta a caldo la presidente. "Viene tradito il Nord produttivo che chiedeva meno tasse e meno Stato, viene tradito il Sud al quale si dice che tutte le risposte si concentrano nel reddito di cittadinanza». Meloni promette che ascolterà le istanze di entrambi con un tour nei distretti produttivi del Nord e con una conferenza programmatica sul Sud. "Fdi porterà queste proposte, speriamo che ci ascoltino». Le parole della leader di Fdi arrivano a margine di una conferenza stampa per presentare il tour nei distretti industriali avviato dalla Lombardia.

Milano, Varese e le altre province
La novità di questo pezzo di centrodestra infatti è che Fratelli d'Italia si sta organizzando per mettere radici nel Nord da cui è partito Salvini: in Lombardia avrà di nuovo una sede a Milano, in corso Buenos Aires, un'altra sede sarà inaugurata a Varese e altre saranno aperte presto in tutte le province della regione. Il partito di Meloni punta ad essere presente 'fisicamente' in tutte le province lombarde. "Milano e la Lombardia per noi sono centrali" ha detto Meloni. Quella di Milano sarà una sede "aperta e visibile", che intende rappresentare l'"attenzione che rivolgiamo a questa regione, all'ascolto delle istanze della Lombardia", che "è sempre stata e sarà sempre di più un laboratorio che anticipa quello che avviene a livello nazionale".

"Disponibili, ma manovra è deludente"
Meloni si dimostra come sempre battagliera, anche rispetto a questo governo che per la sua parte leghista ha spesso e volentieri sostenuto, seppur dai banchi dell'opposizione. "La nostra non è un'opposizione pregiudiziale. Oggi il nostro voto non c'è, faremo delle proposte partendo dalle istanze dei distretti del nord ma anche di quelli del sud e le porteremo in Parlamento. Speriamo di poterla modificare e in quel caso se ne potrà parlare, ma al momento non c'è" ha spiegato Meloni. "Aspettiamo di leggere i testi, perché FdI ha sempre una posizione disponibile verso questo governo, non di opposizione per partito preso». Tuttavia Meloni non è per nulla soddisfatta: "Mi sembra una manovra deludente: guarda al voto delle Europee, al consenso immediato, e i cittadini potrebbero accorgersi troppo tardi che le cose non stanno come vengono raccontate». Il punto è semplice: spendendo in deficit per fare il reddito di cittadinanza Di Maio "sta firmando cambiali a nome dei nostri figli». "Puoi spendere in deficit" attacca Meloni, "ma per lasciare qualcosa ai figli, non per il reddito di cittadinanza. Se lo fai per infrastrutture, per creare lavoro, per creare crescita, sono d'accordo".

Reddito di cittadinanza impossibile
Anche il reddito di cittadinanza non funziona secondo la leader di Fdi: "È praticamente impossibile che venga erogato prima di dicembre 2019. Ma a maggio si vota per le europee...». Questo perché il reddito di cittadinanza "sarà in un collegato alla Finanziaria, quindi si voterà dopo la manovra e si va a marzo. Poi vanno fatti i decreti attuativi, e ci vogliono altri tre mesi se fossero proprio bravissimi. Poi vanno vagliate circa 6 milioni di domande, ci vorranno altri tre mesi. Siamo a dicembre, sempre che venga mai erogato». Insomma, nella manovra, conclude Meloni, ci sono "molte cose annunciate ma difficilmente realizzate entro il 2019, e quindi sono sbagliate le stime di crescita: se non lo dai nel 2019, come fai ad aumentare la crescita, ammesso che il reddito di cittadinanza porti crescita?".