16 novembre 2018
Aggiornato 00:30

Nuovo scontro tra Salvini e Fico: stavolta al centro c'è il 'caso Lodi'

Il leader della Lega: «Solidarietà» al sindaco sulla questione delle mense per i bimbi stranieri. Il presidente della Camera: «Chiedere scusa e tornare indietro»
Matteo Salvini e Roberto Fico
Matteo Salvini e Roberto Fico (COMBO/ANSA)

LODI - Salvini contro Fico. Fico contro Salvini. Che i rapporti tra vicepremier e ministro dell'Interno e presidente della Camera non fossero dei migliori, era cosa nota. Il macrotema al centro del nuovo scontro è sempre lo stesso: migranti e stranieri. Stavolta però non ci sono di mezzo soccorsi in mare e sbarchi nei porti italiani, ma il 'caso Lodi' dopo la richiesta da parte del Comune leghista la richiesta di dichiarazioni patrimoniali agli immigrati che usufruiscono in Italia per i propri figli di esenzioni sulla retta della mensa scolastica. Matteo Salvini difende a spada tratta la delibera firmata dal sindaco Sara Casanova. Roberto Fico, invece, non solo invita l'amministrazione comunale a un rapido dietrofront, ma addirittura invita l'esponente leghista a chiedere scusa.

L'attacco di Roberto Fico
«Nel momento in cui si fa una delibera che in modo conscio, o inconscio, crei delle discriminazioni così importanti si deve solamente chiedere scusa». A Napoli, a margine della nona edizione di 'Shipping and the law' nella basilica di San Lorenzo Maggiore, il presidente della Camera è intervenuto così sulla questione della mensa di Lodi. «Dopo e scuse questi bambini potranno rientrare tranquillamente nella mensa scolastica. Perché nel momento in cui è accaduta questa situazione, questi 200 bambini non potevano andare in mensa, perché non se lo potevano più permettere pur essendosi ritrovati all'improvviso nella fascia più alta, sono stati raccolti circa 60mila euro per permettere di andare a scuola fino alla fine di dicembre. Questo è un gesto fondamentale importantissimo perché ci rendiamo conto che ogni volta che si crea un'ingiustizia, una discriminazione il nostro paese è sempre pronto a rispondere. La nostra Repubblica è forte, i nostri valori sono saldi da quelli costituzionali ed è un dato fondamentale».

La difesa di Matteo Salvini
Di tutt'altro avviso il ministro Salvini, che anzi annuncia che presto andrà a trovare il sindaco per portargli «tutta la mia solidarietà» perché «i furbetti, italiani o stranieri che siano, quelli che campano alle spalle del prossimo, che non pagano la mensa scolastica anche quando potrebbero farlo, non possono continuare a farlo alle spalle degli altri. Questo vale a Lodi come in tutti gli altri paesi in Italia». Quindi si torna sulla 'differenza' tra «immigrati regolari», che sono «i benvenuti e sono i miei fratelli» e quelli che «si fingono nullatenenti e non pagano una lira di tasse, se prendono contributi pubblici e gridano al razzismo quando vai a fare dei controlli, non sono miei amici». La teoria di Salvini: «Se hai delle agevolazioni devi dimostrare che non hai altri patrimoni. Sai quanta gente ha la casa popolare, il bonus bebè e ha due o tre, quattro case nel suo Paese? Se sei nullatenente ti do la mensa gratis, se hai dei quattrini la paghi come gli altri».

Su Facebook i toni sono più duri
Decisamente più duro, ma non per questo più netto, il tono del commento di Salvini su Facebook: «Il Sindaco di Lodi vuole controllare che tutti quelli che devono paghino la mensa scolastica dei figli? Fa bene!!! Basta coi furbetti, se c'è gente che al suo Paese ha case, terreni e soldi, perché dovremmo dare loro dei servizi gratis, mentre gli Italiani pagano tutto? Quanti immigrati hanno una casa popolare anche se hanno case al loro Paese? Quanti prendono contributi e pensioni e se le godono al loro Paese? Basta, la pacchia è finita. Non è razzismo, è solo giustizia e buon senso».