16 ottobre 2019
Aggiornato 21:30
Scuola

Il caso dei «bimbi extracomunitari esclusi dalla mensa a Lodi»: ma è davvero così?

Cosa dice (veramente) la delibera firmata dalla sindaca leghista. Il Pd: «Se la prendono con i bambini». La Lega: «Integrazione significa rispetto delle nostre leggi»

Manifestazione dei bambini stranieri iscritti nelle scuole di Lodi. 14 settembre 2018
Manifestazione dei bambini stranieri iscritti nelle scuole di Lodi. 14 settembre 2018 ANSA

LODI - Polemica sulla nuova delibera a firma leghista che impone ai genitori extracomunitari alcune restrizioni per beneficare delle agevolazioni previste per mense scolastiche e scuolabus nel comune di Lodi. E se Salvini difende il provvedimento, dicendo che non devono esserci furbetti e che tutti devono pagare, il Pd lombardo si schiera contro una legge che «se la prende con i bambini». Il motivo: «È inaccettabile che la Lega, pur di portare avanti la sua campagna elettorale permanente, se la prenda anche con i bambini», dichiarano in una nota congiunta il segretario regionale Alessandro Alfieri, il capogruppo in Cconsiglio regionale Fabio Pizzul, la senatrice Flavia Malpezzi e la responsabile diritti della segreteria regionale Diana De Marchi. 

Il caso
Nel mirino dei dem è finita la delibera firmata Sara Casanova, sindaca leghista della cittadina lombarda, che impone ai genitori extracomunitari alcune restrizioni per beneficare delle agevolazioni previste per mense scolastiche e scuolabus. Nel dettaglio, gli extracomunitari che risiedono a Lodi sono obbligati presentare, oltre alla dichiarazione Isee, ulteriori documenti in grado di attestare la loro situazione patrimoniale emessi dalle autorità dei paesi d’origine e tradotti in lingua italiana. Carte che, sul piano pratico, nella maggior parte dei casi sono difficili, se non impossibili, da reperire. 

La denuncia del Pd
«Se l’amministrazione di Lodi ha il diritto di deliberare sulle materie di sua competenza» proseguono i dem lombardi «non può trascurare in nessun modo l’evidente discriminazione dei minori che il regolamento determina. Si palesa, infatti, in tutta la sua evidenza una violazione dei diritti dell’educazione e del superiore interesse del bambino come stabilito dalla Convenzione Onu. Utilizzeremo tutti gli strumenti a nostra disposizione per ristabilire il diritto dei bambini figli di stranieri a usare i servizi scolastici esattamente come tutti gli altri. Il Partito Democratico lombardo, a tutti i livelli, è unito nella lotta a questa palese discriminazione».

Grimoldi (Lega) difende la norma
«Integrazione significa rispetto delle nostre leggi, avere diritti presuppone rispettare dei doveri». Inizia così l'intervento a difesa del sindaco Sara Casanova - «cui va la nostra stima e solidarietà totale» - di Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda. «Bene ha fatto il sindaco a esigere il rispetto di una normativa vigente che semplicemente chiede di esibire un certificato, fornito dal loro Stato di provenienza, che attesti la mancanza di 'i redditi o beni mobili e immobili registrati', per avere l'accesso a tariffe agevolate per i servizi scolastici. Un normale certificato, per evitare 'furbate', che ogni cittadino italiano in situazioni analoghe deve presentare: oppure le regole valgono solo te gli italiani? Queste sono leggi razziali come afferma il PD? Questa è discriminazione?».

«Perché solo ora questa polemica?»
Secondo Grimoldi, «stupisce» che il Pd scopra soltanto «oggi l'acqua calda» quando invece la polemica è scoppiata un mese fa, con «un'assurda e ingiustificata protesta» delle famiglie straniere fuori dagli istituti scolastici di Lodi. «Per un mese il Pd nazionale e quello lombardo hanno taciuto, ma si svegliano ora dopo un servizio di un quotidiano? Poveretti... E comunque chi parla di integrazione, e pretende sempre di avere diritti, dovrebbe prima di tutto comprendere che ci sono delle regole da rispettare e che valgono per tutti, stranieri inclusi».