20 ottobre 2018
Aggiornato 22:49

Salvini si distanzia da Savona: avanti con la manovra. Spread a 400? Non succederà

Ad Agorà il vicepremier rassicura nuovamente gli italiani: "Andiamo avanti e il differenziale non arriverà a quella cifra. Francia messa peggio di noi"
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini con il ministro per gli Affari europei Paolo Savona
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini con il ministro per gli Affari europei Paolo Savona (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - Matteo Salvini torna a tranquillizzare gli italiani, e lancia un monito ai mercati e agli istituti internazionali che continuano a minare la manovra del governo gialloverde: "Non facciamoci prendere dal panico, che non esiste, non c'è nessun rischio Grecia per l'Italia, anzi». Lo aveva già detto ieri, e oggi lo ribadisce intervenendo a Agorà su Rai 3. "La Francia - ha continuato - è economicamente messa peggio dell'Italia, ha un disavanzo commerciale, farà più deficit quest'anno, ma tutti contro l'Italia». E perché proprio contro di noi? "In Italia ci sono aziende sane che qualcuno vorrebbe comprare sottocosto e quindi hanno deciso 'proviamo a speculare sull'Italia così questi sono costretti a vendere pezzi di Enel, di Eni e di Poste'. Sono alcuni grandi istituti, non voglio fare nomi e cognomi: non è un complotto, non ci sono i marziani, la finanza specula e guadagna sulla pelle dei poveri». Quanto, purtroppo, abbiamo già visto fare negli ultimi due decenni, come minimo.

"Non mi pongo il problema"
Salvini si dice tranquillo anche rispetto ai rialzi aggressivi dello spread. "Se lo spread arrivasse a 400? Non mi pongo il problema: la manovra non cambia. Andiamo avanti perché è una manovra che aiuta il Paese. Punto. Questa è una buona manovra, quindi non mi pongo il problema». Posto che comunque il vicepremier è convinto che il differenziale non arriverà a quota 400. «Adesso perché qualcuno a Bruxelles, lo spread o Bankitalia dicono ‘no, non devi cambiare la legge Fornero’ io non la cambio? No, io vado dritto, vado avanti: non torneremo indietro sulla legge Fornero, sul reddito di cittadinanza, su Equitalia, sulla flat tax. Andiamo avanti».

Savona: "Se ci sfugge lo spread deve cambiare la manovra»
Il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, ha invece detto ieri che «se ci sfugge lo spread deve cambiare la manovra». «La Bce deve convincersi che il debito italiano è solvibile» e portare lo spread a zero. Draghi capisce – ha anche dichiarato Savona – e dimostra di saper reagire. Prima o poi darà una risposta». Sempre per Savona «lo spread deve scomparire attivando strumenti monetari appropriati e consentendo al Paese di sviluppare. Noi abbiamo bisogno adesso del 2,4%». Il ministro ha poi affermato che il governo vuole «far ripartire gli investimenti e, quindi, lo sviluppo». Insomma, tra Salvini e Savona non c'è allineamento in questo frangente. Fondo monetario e Bankitalia «pongono – ha continuato il ministro – la stabilità finanziaria come presupposto dello sviluppo. Debbono invece almeno andare di pari passo. La costruzione dell’Europa non dà per scontato che si debba aver prima la stabilità rispetto allo sviluppo. Tra gli obiettivi dell’Europa – ha ricordato – ci sono anche la piena occupazione e la protezione del welfare».