13 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Anche i giornalisti del Fatto contro Di Maio

I giornalisti del Fatto Quotidiano scrivono un comunicato a difesa dei colleghi di Repubblica dopo le parole del vicepremier
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio
Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio (ANSA/CLAUDIO PERI)

ROMA - «Quando giornali e siti di informazione chiudono, dichiarano esuberi o sono costretti a contratti di solidarietà, a rimetterci non sono solo i giornalisti ma anche il pluralismo e quindi la democrazia». Il mercato editoriale e quello pubblicitario vivono situazioni di estrema difficoltà, connesse anche alle trasformazioni tecnologiche e al peso dei colossi della rete e dei trust televisivi, "che un vicepremier e ministro del Lavoro senz’altro conosce, o almeno dovrebbe conoscere, meglio di noi». Lo affermano i Comitati di redazione del fatto Quotidiano e del fattoquotidiano.it con un comunicato. «E’ inaccettabile che Luigi Di Maio liquidi i problemi di un importante gruppo come Gedi che edita Repubblica, L’Espresso, La Stampa e altre testate, sostenendo che ‘nessuno li legge più perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà’, con offensivi riferimenti a ‘bufale’ e ‘fake news’ e cioè – si legge a una linea editoriale che non gli piace. Un’informazione libera e di qualità risponde al primario interesse di un Paese al quale non può certo bastare la propaganda di chi sta al governo. La nostra solidarietà ai giornalisti e a tutti i lavoratori del gruppo Gedi e delle testate in crisi».

Le parole di Di Maio
Di Maio ha detto che sullo spread come sulla manovra «sistema e media danno addosso al Movimento 5 Stelle», ma «per fortuna ci siamo vaccinati anni fa dalle bufale, dalle fake news dei giornali e si stanno vaccinando tanti altri cittadini, tanto è vero che stanno morendo parecchi giornali, tra cui quelli del gruppo L'Espresso che, mi dispiace per i lavoratori, stanno addirittura avviando dei processi di esuberi al loro interno». Il vicepremier ha scritto su Facebook che «nessuno li legge più, perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà».

"Siamo sempre di più noi che ci informiamo in rete"
Secondo l'esponente pentastellato «è il solito meccanismo che abbiamo visto in questi anni, per cui anche quando stiamo raggiungendo un risultato ce lo devono distruggere. Perché se non possono dire che non abbiamo mantenuto la promessa allora devono dire che la promessa che abbiamo mantenuto è una cosa ridicola»Io non ci sto a subire questa distruzione, siamo molti di più quelli che si informano in rete che attraverso i media convenzionali e continueremo ad esser sempre di più. Ed è per questo che mi sentirete sempre di più, non solo in rete ma alche nelle piazze. Io non mollo – ha concluso Di Maio – e se ci state vicini nessuno molla».