13 dicembre 2018
Aggiornato 01:30

Fico: «La stampa vuole mettermi contro Di Maio, ma noi siamo amici»

Il presidente della Camera, a margine della festa di Atreju, smentisce fratture interne al Movimento 5 stelle: «Resto fuori dalle polemiche sul decreto immigrazione»

Presidente Roberto Fico, anche lei aspetta il decreto immigrazione per poterlo commentare, però in questi giorni ci sono già state le prime polemiche. Lei come vede questo provvedimento, ci saranno cose da correggere?
Rimango fuori da ogni polemica perché non ho letto il decreto. Lo commenterò quando l'avrò letto.

Ci sarà qualche problema sulle ong? Lei ha detto che bisogna salvare tutti dal mare...
Basta con queste polemiche: sono solo costruzioni della stampa rispetto a dichiarazioni lontane. Va tutto contestualizzato. Quello che più mi ha infastidito oggi sui giornali è la questione del condono: io ho ascoltato con attenzione le parole di Luigi Di Maio e mi riferivo proprio al fatto che né il Paese, né il governo vogliono un condono fiscale, bensì una pace fiscale. Ovvero, essere vicini ai cittadini che sono in chiaro ma che hanno dei problemi. Questo è molto diverso da un condono, invece per metterci l'uno contro l'altro sono partiti i titoli. Ma noi siamo molto uniti e siamo amici.

L'ha detto anche dal palco di Atreju 18 che c'è un'amicizia con Di Maio.
Sì, certo. L'amicizia con Luigi dura da tanti anni, abbiamo lavorato insieme ai meet up, alla trasformazione del nostro sud che era vessato. Anche se ci sono opinioni diverse, noi manteniamo l'unità del Movimento, e chi pensa di dividerci non ha capito niente, perché sono solo illazioni esterne. Una volta mi definiscono di sinistra, un'altra magari di destra... Come la canzone di Gaber!

Lei è andato da Mdp e oggi da Atreju: è un presidente che ascolta tutte le varie anime.
Non c'è dubbio. Io sono il presidente della Camera dei deputati, e se ricevo l'invito alla festa di un partito, con cui ogni giorno lavoro per il bene del Paese, lo accetto. Che sia Fratelli d'Italia o il Partito democratico. Poi si dibatte in modo franco, come abbiamo fatto sia oggi che alla festa dell'Unità. Fermo restando che, devo dire la verità, non vedo l'ora di andare alla festa del Movimento 5 stelle.

Anche sulla manovra bisogna aspettare qualche dato, ma il reddito di cittadinanza è essenziale. Abbiamo letto di attriti tra Tria e Di Maio e del Movimento 5 stelle che chiede dieci miliardi.
Io comprendo che sia una promessa importantissima per noi, perché la lotta alla povertà e all'indigenza è un lavoro importantissimo da portare avanti. E, per dare un segnale, dobbiamo iniziare fin dalla prima legge di Stabilità.