14 ottobre 2019
Aggiornato 02:30
Corruzione

Di cosa è accusato il sindaco di Ponzano, e cosa c'entrano Verdini e l'«immobiliarista benefattore» Scarpellini

Perquisite le case di Verdini e Ciocchetti. Indagato pure Mirko Coratti, ex presidente dell'Assemblea capitolina e già condannato per Mafia Capitale

Denis Verdini davanti a Montecitorio
Denis Verdini davanti a Montecitorio ANSA

PONZANO (ROMA) - I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno arrestato Enzo De Santis, sindaco di Ponzano Romano, comune a nord della Capitale, popolarissimo tra i suoi concittadini ed eletto nel 2016 con una lista civica di area centrista con il 100 per cento dei voti. Il primo cittadino è accusato di corruzione per aver ricevuto tangenti dall'immobiliarista Sergio Scarpellini, da sempre noto negli ambienti romani come colui che affittava a peso d’oro immobili alla Camera e al Senato. Una brava persona, insomma, ma che si fa pagare caro. Le forze dell'ordine stanno ricostruendo la «rete» di Scarpellini. Perquisite anche le case a Roma e Firenze del braccio destro di Berlusconi, Denis Verdini, e di Luciano Ciocchetti, ex vicepresidente della Regione Lazio ai tempi di Renata Polverini. Indagato pure Mirko Coratti, ex forzista poi passato al Pd, ex presidente del Consiglio comunale romano, già condannato in secondo grado per Mafia Capitale a quattro anni e sei mesi. 

Le accuse a Verdini e Coratti
Solo nelle ultimi settimane, Verdini ha collezionato condanne per un totale di dodici anni e tre mesi di carcere. Il 3 luglio si è beccato una condanna in appello a sei anni e dieci mesi per il crack della Banca Credito Cooperativo Fiorentino. Il 13 settembre, un'altra condanna in primo grado a 5 anni e mezzo per la bancarotta fraudolenta della Società toscana di Edizioni. Coratti invece secondo l'accusa per otto anni avrebbe usato gratuitamente un appartamento in piazza Cavour, quartiere Prati, e avrebbe ottenuto un contributo di 10 mila euro alla sua fondazione Rigenera. In cambio, l'ex esponente Pd avrebbe più volte favorito Scarpellini nei suoi piani immobiliari. Tutti gli indagati avrebbero ricevuto utilità da Scarpellini, già arrestato per corruzione il 16 dicembre 2016 assieme all’allora dirigente del comune di Roma Capitale Raffaele Marra.

Sequestrati beni per 750mila euro 
Il gip del Tribunale di Roma ha inoltre disposto a carico dei tre indagati il sequestro di beni per circa 750mila euro, ritenuti profitto delle tangenti ricevute. Scarpellini avrebbe concesso gratuitamente lo stabile a due passi dalla Fontana di Trevi che ospitava la sede del partito di Verdini. Non un regalo, ma un finanziamento illecito secondo la procura di Roma. Un immobile in via Poli 29, «così erogando in favore di entrambi una utilità a contenuto patrimoniale, pari al risparmio del costo di locazione», scrive la pm Barbara Zuin nel decreto di perquisizione. Proprio Scarpellini aveva fatto il nome di Verdini qualche mese fa. Aveva raccontato ai Carabinieri che nel 2013 aveva concesso a titolo gratuito la locazione dell'immobile in cui l’ex senatore ha stabilito la sede di Ala, la sua formazione politica.

La difesa per Denis
L'onorevole Ignazio Abrignani ha seguito la pratica per la sede del partito e difendeva Verdini così dalle pagine del fattoquotidiano.it nel marzo del 2017:  «Denis ha incontrato una sola volta l’imprenditore Scarpellini. Scarpellini voleva all’inizio darci quell’appartamento in modo gratuito perché lo aveva messo in vendita. Poi si fece un comodato d’uso gratuito regolarmente dichiarato con una dichiarazione congiunta alla Camera. A novembre scorso quell’immobile è stato venduto. Ci hanno dato tre mesi di preavviso e ora stiamo cambiando sede». Sempre Scarpellini aveva raccontato alla pm Barbara Zuin di aver fatto favori anche a Mirko Coratti, ex presidente dell'Assemblea capitolina, condannato per Mafia Capitale, e Luciano Ciocchetti, ex vice presidente della Regione Lazio con l’Udc.

Un vero benefattore...
Il costruttore pagava mazzette e dava case gratis per sbloccare progetti edilizi, per facilitare la vittoria di appalti pubblica. In una recente intervista, Scarpellini si era difeso dicendo: «Per me è un onore dare case gratis ai politici, io aiuto tutta Roma». Quando gli chiesero perché nel 2013 avesse intestato due assegni da 367 mila euro alla moglie di Raffaele Marra aveva risposto: «Raffaele è un amico di mio figlio. Ho pensato 'voglio far fare una bella figura a mio figlio'. Poi Marra me li ha restituiti. Sia chiaro, io aiuto tutta Roma». E alla domanda sul perché non avesse concesso gratuitamente gli immobili a persone bisognose anziché a Verdini, all’ex ministro Mario Baccini e ad altri politici, aveva replicato: "Ho 15 appartamenti affidati a famiglie povere. L’infermiera stamattina in ospedale mi ha chiesto una casa. Io gli ho detto «non ti preoccupare ci penso io». Insomma, un vero benefattore...