21 settembre 2018
Aggiornato 23:00

In arrivo il decreto Genova: «Così il governo farà ripartire la città»

Già venerdì, a un mese dal crollo del ponte Morandi, il Consiglio dei ministri varerà il provvedimento che aiuterà le famiglie per i mutui e le imprese con agevolazioni
Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli durante l'audizione sul crollo del ponte Morandi di Genova
Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli durante l'audizione sul crollo del ponte Morandi di Genova (ANSA/ANGELO CARCONI)

ROMA – Arriverà in Consiglio dei ministri già venerdì, a un mese dal crollo del ponte Morandi, il decreto annunciato per Genova: conterrà un aiuto alle famiglie per i mutui e alle imprese con agevolazioni. «Nel Consiglio dei ministri di venerdì, ci stavamo lavorato anche stanotte, ci sarà un decreto per Genova e per le sue imprese. L'obiettivo è quello di far ripartire una delle città economicamente più strategiche del nostro Paese». Ad affermarlo il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, davanti alla commissione Ambiente della Camera sulle linee programmatiche del suo dicastero. Si tratterà, ha detto Toninelli, di «un decreto molto importante che ha come destinatari i cittadini di Genova, gli sfollati, le imprese di Genova e non solo quelle della zona rossa, ma tutte le imprese di Genova. Io lo chiamo ironicamente 'decretone' perché mette insieme il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, il Mef, il Mise, il ministero del Lavoro».

Verso la ricostruzione
Si continua intanto a discutere sulla ricostruzione del ponte, che potrebbe essere assegnata a Fincantieri dopo aver verificato con l'Ue se ci siano le condizioni per un’assegnazione senza gara. Il governo è «compatto» sulla scelta di non consentire ad Autostrade di ricostruire il Ponte Morandi a Genova: «Consentire ad Autostrade per l'Italia di ricostruire il ponte sarebbe una follia e sarebbe irrispettoso nei confronti dei familiari delle vittime del crollo del Morandi. Sulla ricostruzione del ponte deve esserci il progetto, il sigillo dello Stato». Per Toninelli, i lavori dovranno concludersi «al più tardi tra un anno» e dovranno essere affidati a «un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica dotato di adeguate capacità tecniche», come «Fincantieri». «Vogliamo che Genova torni alla sua quotidianità, ripartendo dalla ricostruzione del ponte, i cui lavori dovranno ultimarsi al più tardi tra un anno. Aggiungo, ed il governo è compatto su questo, che i lavori di ricostruzione del ponte non possono essere affidati ed eseguiti da chi giuridicamente aveva la responsabilità a non farlo crollare. La ricostruzione va affidata a un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica dotato di adeguate capacità tecniche», ha sottolineato il ministro.

Accordo vicino
Sembra essersi finalmente convinto anche Giovanni Toti, governatore della Liguria e commissario per l'emergenza di Ponte Morandi, a margine di una conferenza stampa a Genova. «Fincantieri è un'azienda che tutti noi abbiamo indicato come benvenuta per la realizzazione del nuovo ponte. L'abbiamo anche incontrata venerdì scorso a Genova con il progettista Renzo Piano. Il governo deve dare delle regole che semplifichino la vita a Fincantieri e a chi con lei costruirà il ponte ed evitare di fare provvedimenti di legge che invece allunghino o rendano più difficile la ricostruzione del ponte. Non metto in discussione – ha aggiunto il presidente ligure – la legittimità per il governo di discutere i piani d'investimento delle concessioni e non mettiamo certamente in discussione il fatto che la Procura si prenda i suoi tempi per fare tutte le indagini e punire i colpevoli, che saranno comunque sempre persone fisiche, non persone giuridiche. Riteniamo però che la strada più breve per costruire quel ponte sia la strada migliore. Quindi la via breve è la sola strada, la via lunga che porta a tortuosi meccanismi della politica o peggio della propaganda non può essere accettata né dai cittadini di Genova né da quelli della Liguria e pertanto dalle istituzioni».