15 ottobre 2019
Aggiornato 10:30
Vitalizi

La carica degli ex deputati: i 700 "pasdaran" guidati da Paniz fanno ricorso contro il taglio dei vitalizi

"Non si tratta di privilegi, ma di diritti acquisti, non certamente voluti dagli attuali beneficiari" si difende l'ex deputato Pdl e avvocato

L'Aula di Montecitorio
L'Aula di Montecitorio ANSA

ROMA - In 700 non ci stanno e dicono no al taglio dei loro privilegi. Ben 700 ex deputati hanno infatti presentato ricorso per riavere i vitalizi che il governo, e nello specifico l'ala "gialla", ha fortemente contrastato. I vitalizi "che noi abbiamo abolito" rivendica Luigi Di Maio sulla sua pagina Facebook commentando la notizia, attaccando tutti quelli che vogliono "continuare a essere mantenuti a vita dallo Stato come fossero dei nababbi». Quando erano in Parlamento, continua il vicepremier, "non hanno fatto nulla per aumentare le pensioni minime e le condizioni di vita dei pensionati più poveri e ora vogliono continuare a prendere vitalizi di migliaia di euro nonostante abbiano versato ‘moooolto’ meno».

"Vadano a nascondersi su un eremo"
Lo scrive il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, che continua: «Ma questi ex dis-onorevoli lo sanno cosa è la giustizia sociale? Credo di no, ma lo scopriranno presto. E lo scopriranno anche gli ex senatori». Il Senato "deve" abolire subito i vitalizi come è stato fatto alla Camera. "Non c’è più tempo da perdere per eliminare i privilegi. Bisogna decidere da che parte stare, da quella dei cittadini o da quella dei parassiti. Noi abbiamo già scelto e non faremo neppure mezzo passo indietro». Di Maio si dice per nulla spaventato dai ricorsi, e consiglia "caldamente a questi 700 vitalizio-dipendenti di andarsi a nascondere il più lontano possibile, magari su un eremo. Non conoscono vergogna».

Paniz, il "pasdaran dei vitalizi"
All'agenzia di stampa Adnkronos, l'avvocato ed ex parlamentare Pdl (per tre legislature, 2001 2006 e 2008) Maurizio Paniz, conosciuto ai più come "pasdaran dei vitalizi" essendo colui che ha in mano i fascicoli degli ex colleghi, spiega: «Punto ad ottenere l'annullamento della delibera dell'Ufficio di presidenza della Camera, che ha fortemente ridotto l'ammontare dei vitalizi in essere». Una delibera, assicura, "che ritengo totalmente illegittima e palesemente incostituzionale». Paniz ha spiegato di aver presentato "già giovedì scorso" oltre 300 ricorsi contro i tagli dei vitalizi per gli ex deputati "e ne presenterò un altro centinaio la prossima settimana, prima della scadenza che ritengo sia accreditabile l'11 settembre». Ma a lui l'etichetta di "avvocato dei privilegiati" non piace: «Io sono il legale che difende un principio fondamentale in uno Stato di diritto e che in questo caso interessa tutti i 18 milioni di pensionati italiani, perché il principio che riguarda gli ex parlamentari, riguarda anche tutti i nostri pensionati. Non si tratta di privilegi, ma di diritti acquisti, non certamente voluti dagli attuali beneficiari, ma decisi molti decenni fa da altri autorevoli esponenti della vita politica italiana." Gli "stessi - spiega - che hanno deciso molte delle baby pensioni attualmente in vigore, che interessano circa 9milioni di italiani e che nessuno può permettersi di toccare».

"Risparmio di 40mln, briciole"
Paniz, che è appunto uno dei cinque legali che assistono i ricorrenti per un totale di quasi 700 ricorsi, è convinto che i giudici gli daranno ragione e il presidente della Camera, Roberto Fico, in prima fila per i 'tagli' e il recupero in termini di risparmi pari a circa 40 mln di euro, dovrà arrendersi: «Penso di vincere al 100% nel lungo percorso, perché l'illegittimità della delibera è assolutamente palese. Lo ha confermato anche il Consiglio di Stato nel parere che ha recentemente dato alla presidenza del Senato, indicando le condizioni per un possibile intervento che qui alla Camera non sono state in alcun modo rispettate". «Non si tratta di privilegi - insiste -. Autorevoli esponenti come i professori Cheli e Cassese, che sono stati punti di riferimento della Corte costituzionale, hanno dichiarato in recenti interviste a importanti quotidiani nazionali, che i diritti acquisiti dai cittadini, quali essi siano - ex parlamentari o cittadini normali - non possono essere modificati. Il risparmio previsto dalla Camera è nell'ordine di 40 milioni di euro, cioè una briciola nel panorama pensionistico nazionale. Ma deve essere chiaro che nessuno lotta per un profilo economico, ma tutti lottano perché siano rispettate le regole fondamentali come è quella dell'irretroattività dei provvedimenti". I tempi dei ricorsi? "Sarà il Consiglio di giurisdizione della Camera (nominato da Fico lo scorso 27 luglio, ndr) a decidere la tempistica di trattazione".