12 aprile 2021
Aggiornato 21:00
Fondi Lega

Perché l'assalto dei giudici farà di tutto per non lasciare scampo alla Lega

La sentenza del Riesame dà il via libera al sequestro di tutti i soldi, passati e futuri. E non sembrano esserci vie di fuga per evitare il prosciugamento dei conti

Il leader della Lega, Matteo Salvini, ministro dell'Interno e vicepremier
Il leader della Lega, Matteo Salvini, ministro dell'Interno e vicepremier ANSA

ROMA – La sentenza di ieri del tribunale del Riesame di Genova, che ha confermato il sequestro dei beni fino a 49 milioni di euro, sembra solo l'inizio dell'assalto dei giudici alla Lega. A via Bellerio, infatti, sono consapevoli che presto potrebbero arrivare notizie ancora peggiori, come rivela un anonimo esponente di governo al sempre ben informato sito Dagospia: «L'indagine che preoccupa veramente è un'altra e riguarda l'esposto dell'ex revisore dei conti già condannato in primo grado con Bossi e Belsito». Un esposto all'interno del quale si sosteneva che una parte dei 49 milioni fossero ormai stati trasferiti all'estero: da qui è partita una nuova inchiesta per riciclaggio, che ha portato a perquisizioni alla Sparkasse di Bolzano e a una richiesta di rogatoria in Lussemburgo.

I verdi resteranno al verde
I giudici, insomma, sembrano intenzionati a seguire fino in fondo le tracce dei soldi, per andarseli a prendere ovunque siano finiti. Un'ulteriore conferma, in questo senso, viene dall'attenta lettura della pronuncia del Riesame, che è stata analizzata dal giornalista Franco Bechis nel suo editoriale odierno: «Nella indeterminatezza del provvedimento di ieri il riesame ha lasciato aperte per i pm di Genova tutte le porte, rendendo aggredibili ovunque i suoi patrimoni, visto che il soggetto politico identificato per il sequestro è 'Lega Nord e riferibili'». Dunque, persino la soluzione estrema ipotizzata inizialmente, ossia quella di cambiare nome e logo, potrebbe non rivelarsi sufficiente: «Formula così vaga da rendere probabilmente inutile perfino la creazione di un nuovo partito, al contrario di quel che aveva sostenuto il procuratore di Genova – scrive ancora Bechis – Nessuna via di fuga. E allora qualche dubbio sulle ragioni di questa tenaglia giudiziaria così stretta a procedimento ancora in fase iniziale, lecitamente viene...».

La giustizia non è uguale per tutti
Non importa che oggi nelle casse del Carroccio ci siano appena cinque milioni di euro, perché gli investigatori stanno concentrando le loro attenzioni anche sulle associazioni e sulle fondazioni vicine ai leghisti: dalla Mc srl, editore del Populista, a Radio Padania e a Più voci. Il denaro potrebbe presto essere confiscato anche dai loro conti, così come dalle donazioni dei militanti e dei simpatizzanti leghisti: persino quelle giunte successivamente ai fatti per i quali sono accusati l'ex segretario Umberto Bossi e l'ex tesoriere Francesco Belsito. Sempre la sentenza, infatti, spiega che si debba «ristabilire l'equilibrio economico alterato dalla condotta illecita», e per farlo non è necessaria «la verifica che le somme provengano dal delitto, in quanto il denaro deve solo equivalere all'importo che corrisponde al profitto del reato», quindi si può attingere anche dalle «successive somme che periodicamente confluiscano sui conti ad essa (la Lega, ndr) riferibili». Per Matteo Salvini e i suoi, insomma, non sembra proprio esserci scampo: le casse saranno prosciugate da tutti i soldi, passati e futuri. E se è vero che l'inchiesta del tribunale si basa su una brutta storia di fondi elettorali sottratti illecitamente, è altrettanto vero però che in altri casi del genere i magistrati si sono comportati in modo molto diverso. Pensiamo a Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, condannato a sette anni di reclusione dalla Cassazione per appropriazione indebita di somme di denaro (25 milioni di euro), relative sempre a rimborsi elettorali dell'ex partito di Francesco Rutelli. Ebbene, si chiede Il Tempo, perché i soldi di Lusi dovrà restituirli lui, di proprio pugno, mentre quelli che secondo l'accusa sono finiti nelle tasche di Belsito, Bossi e compagni dovranno essere sborsati dalla Lega?