19 settembre 2018
Aggiornato 04:30

Tutti gli indagati per il crollo di Genova: non c'è solo la società Autostrade

Mossa a sorpresa della procura di Genova: tra i venti sotto inchiesta ci sono anche i responsabili di Spea e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

GENOVA – Sono 20 le persone iscritte nella lista degli indagati per il crollo di Ponte Morandi a Genova, oltre la società Autostrade per l'Italia, sotto inchiesta per le sue responsabilità amministrative. È quanto emerge da fonti investigative. Coinvolti non solo i responsabili della società Autostrade, che ha in concessione il tratto autostradale nel quale è avvenuto il crollo, ma anche di Spea, l'azienda di progettazione che appartiene allo stesso gruppo Atlantia della famiglia Benetton, e anche i funzionari del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che si sono occupati dell'approvazione dei lavori di messa in sicurezza del ponte. Le ipotesi di reato di cui dovranno rispondere sono disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo plurimo con aggravante della violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro.

Le parole del procuratore
C'è dunque anche l'omicidio stradale colposo plurimo tra le ipotesi di reato contestate a vario titolo ai venti indagati dalla Procura di Genova: lo ha reso noto proprio il procuratore capo Francesco Cozzi: «Ci sono 43 parti offese come vittime – ha spiegato Cozzi parlando con i giornalisti – e altre 16 come persone che hanno riportato lesioni. I reati per i quali vengono iscritti sono quelli già comunicati, con due modifiche, perché vengono iscritti per l'omicidio colposo stradale plurimo e per l'omicidio colposo con violazione delle norme sulla sicurezza del lavoro. I nomi degli indagati verranno comunicati o conosciuti soltanto quando gli stessi interessati ne verranno a conoscenza».

Così proseguirà l'inchiesta
Questi i prossimi passi dell'indagine: «Si procederà a breve con la richiesta di incidente probatorio. Devono essere fatte le notifiche che non sono cosa semplicissima perché soltanto le persone che hanno diritto a partecipare all'incidente probatorio sono 20, più una che è la società e le parti offese sono ancora più numerose. L'iscrizione viene fatta proprio in contestualità con la necessità di effettuare un atto procedimentale garantito, come appunto l'incidente probatorio. Quindi – ha concluso il procuratore capo di Genova – l'iscrizione non ha altro significato che quello di garanzia per poter consentire a tutti gli interessati di partecipare in contraddittorio con i loro difensori ed eventualmente consulenti tecnici all'accertamento peritale».