16 novembre 2019
Aggiornato 03:00
Genova

"50 anni di servitù, 2 settimane di sofferenze": in Regione esplode la rabbia degli sfollati del ponte Morandi

Momenti di tensione a Genova davanti al Consiglio regionale della Liguria: urla, spintoni e tanta rabbia per gli sfollati

GENOVA - Momenti di tensione questa mattina a Genova davanti al Consiglio regionale della Liguria. Decine di cittadini sfollati dopo il crollo di Ponte Morandi, che chiedevano di poter rientrare nelle proprie abitazioni nella zona rossa per recuperare gli effetti personali, hanno dato vita ad una rumorosa protesta perché volevano assistere alla seduta congiunta del Consiglio regionale e comunale dedicata alla tragedia ma sono stati bloccati all’esterno dell’aula dagli addetti alla sicurezza: la parte della sala destinata al pubblico era quasi piena.

"Rivogliamo un futuro"
Dopo alcune urla e spintoni, la situazione è tornata alla calma e i manifestanti, che esponevano dei volantini con scritto «50 anni di servitù, 2 settimane di disagi e sofferenze: rivogliamo un futuro» firmato «Quelli del Ponte Morandi», hanno potuto accedere all’aula dove era in corso il consiglio congiunto. «Dal 14 agosto - ha spiegato il portavoce del comitato degli sfollati di via Porro, Ennio Guerci - viviamo in un limbo e basta poco perché scoppi la tensione. Non ne possiamo più di non sapere quale sarà il nostro destino». La protesta degli sfollati è poi proseguita anche all’interno della sala, dove gli abitanti di via Porro hanno esposto dei grossi cartelli con scritto «Nessuna demolizione senza per noi una soluzione. Vogliamo rispetto», scandendo più volte lo slogan «Rispetto, rispetto!». Dopo una breve sospensione, la seduta è ripresa con l’intervento del sindaco Marco Bucci, che ha spiegato quanto fatto dall’amministrazione comunale in queste settimane per fronteggiare l’emergenza.

Toti: ponte nuovo entro Natale 2019
Tutto questo mentre il governatore della Regione Giovanni Toti, in una intervista al Corriere della Sera, prova a rassicurare: «Anche se i due mesi che dicevo sono realistici, nella peggiore delle ipotesi mi aspetto che la demolizione completa» dei resti del Ponte Morandi a Genova «si concluda entro dicembre di quest’anno. Inizio 2019 per avere il progetto del nuovo ponte. Natale per inaugurarlo. Siamo nelle condizioni di poterlo fare». Dunque nuovo ponte entro un anno e mezzo circa. Chi pagherà? Tutto Autostrade chiarisce Toti. Vedremo...