9 luglio 2020
Aggiornato 00:00
Infrastrutture

«Un perfetto scandalo bipartisan»: le responsabilità dei partiti nel contratto con Autostrade

Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, mette nel mirino l'accordo tra lo Stato e la società: «Vergogna alle spalle dei cittadini»

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ROMA - Il contratto tra lo Stato e Autostrade per l'Italia? «Un perfetto scandalo bipartisan, una vergogna consumata a mio avviso alle spalle dello Stato e dei cittadini», sostiene il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, esponente di spicco del Movimento Cinque Stelle, che dal giorno del dramma di Genova ha annunciato l'intenzione di revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia. Ora che sono passate due settimane dal disastro e che la società ha reso noto il contratto - fino a quel momento secretato - per la gestione del 50 per cento della rete autostradale italiana Toninelli, in un'intervista al direttore di TiscaliNews Giuseppe Caporale, fa il punto della situazione. A precisa domanda - «Ministro, com'è nato questo ormai famoso contratto d'oro tra lo Stato e Autostrade per l'Italia? Chi possiamo considerarne il fautore?» ecco la dura risposta di Toninelli: «Siamo di fronte a un perfetto scandalo bipartisan, una vergogna consumata a mio avviso alle spalle dello Stato e dei cittadini. Mi riferisco all'atto più importante: alla Convenzione unica del 2007 (che ha sostituito gli accordi già in essere dal 1999 ndr) siglata dal secondo governo Prodi e blindata subito dopo normativamente da Berlusconi nel 2008. Guardi, purtroppo si tratta del solito sistema dei vecchi partiti».

Le anomalie dell'accordo
Una delle anomalie peggiori secondo il ministro delle Infrastrutture sta «nel ginepraio regolatorio che genera confusione di ruoli sulle verifiche di sicurezza». Ma «per fortuna il Codice della strada addebita chiaramente la responsabilità sostanziale al concessionario». Quindi Toninelli spiega di essere ancora in attesa di «ascoltare spiegazioni plausibili» sul crollo del Ponte Morandi. «Ricordo che nell'immediatezza del dopo crollo, per loro non c'era alcuna anomalia nella struttura del ponte. Eppure già si sapeva che eravamo di fronte ad un'ecatombe».

Un pool per mappare le infrastrutture italiane
Quindi è il turno del Giornale Radio Rai. In una lunga intervista il ministro ha annunciato la creazione di un pool di tecnici e una mappatura di tutte le infrastrutture italiane a rischio. L'ultima riguarda la A25, la Roma-Pescara-l'Aquila. «Non è sicura» hanno denunciato alcune associazioni abruzzesi. La risposta del Ministero è stata che «la drastica riduzione del personale negli ultimi anni non ha consentito adeguate visite ispettive». Il problema è proprio il personale: «250 dovevano essere gli addetti quando, circa dieci anni fa, si costituì l'agenzia per la vigilanza e l'ispezione delle Infrastrutture. Invece sono circa cento, di cui cinquanta amministrativi, quindi non tecnici. Stiamo facendo un lavoro mai fatto prima, cioè una mappatura dello stato dell'arte, quindi viadotti, ponti, gallerie, cioè tutte le infrastrutture a rischio. Stiamo creando una squadra di tecnici, di ingegneri, che non c'era, che possa intervenire per verificare lo stato di salute, ma anche ispezionare in corso d'opera, perché la politica ha depauperato lo Stato sia della funzione di gestore ma anche di controllore della cosa pubblica. Rinegoziando tutte le convenzioni con i concessionari, rimetteremo il timbro dello Stato».