18 novembre 2018
Aggiornato 17:00

Migranti in sciopero della fame, UE contro l'Italia: le minacce non funzionano. Il Belgio dice no ad accoglierli

Un portavoce della Commissione Ue ha commentato così le parole del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio
Migranti a bordo della nave Diciotti della Marina militare italiana
Migranti a bordo della nave Diciotti della Marina militare italiana (Riccardo Magi | Facebook)

BRUXELLES - «Non scambiamoci accuse. Le dichiarazioni non costruttive e le minacce non aiutano. Le minacce non funzionano in Europa. Non portano da nessuna parte». Un portavoce della Commissione Ue, ripreso dalla stampa internazionale, ha commentato così le parole del ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, che ha affermato che l’Italia non pagherà più i contribuiti Ue se non riceverà assistenza per la vicenda dei migranti bloccati sulla nave della Guardia costiera Diciotti. «Inviterei tutte le parti coinvolte a lavorare insieme in modo costruttivo» ha proseguito il portavoce. In questo momento a Bruxelles si sta svolgendo una riunione degli sherpa di una dozzina di Paesi Ue per cercare una soluzione per i migranti sulla Diciotti ai quali il ministro degli Interni Matteo Salvini ha negato l’autorizzazione allo sbarco in Italia.

Il Belgio nega l'accoglienza
Dal canto suo il Belgio ha già fatto sapere di non essere disponibile ad accogliere nessuno del 150 migranti bloccati a bordo della nave della guardia Costiera italiana oggetto di un braccio di ferro durissimo tra Roma e l’Europa. Il ministro belga per l’Asilo e le migrazioni, Theo Francken, in un’intervista ieri sera alla tv belga fiamminga ha escluso di accogliere i passeggeri della nave. «Non accoglieremo più migranti illegali che partono sui barconi dall’Africa del Nord, non è una soluzione» detto Francken. A fine giugno il Belgio si era fatto carico di una decina di richiedenti asilo salvati dalla nave Lifeline, gestita da un’ong e attraccata al porto di Malta. «L’ho detto allora, si è trattato di un’una tantum» ha aggiunto Francken.

Salvini: «Non cambio idea»
«Immigrati della Diciotti in sciopero della fame? Facciano come credono, io non cambio idea» scrive intanto Matteo Salvini, vicepremier, ministro dell’Interno e segretario della Lega, su Facebook. «In Italia (dati Istat 2017) vivono 5 milioni di persone in povertà assoluta (fra cui 1,2 milioni di bambini) che lo sciopero della fame lo fanno tutti i giorni, nel silenzio di buonisti, giornalisti e compagni vari. Per me vengono prima gli Italiani, poi gli altri. Qualche giudice vuole arrestarmi per questo? Nessun problema, lo aspetto».