18 giugno 2019
Aggiornato 09:00
Immigrazione

Diciotti, riunione straordinaria a Bruxelles. Di Maio e Salvini mettono il veto sui fondi all'UE

Oggi a Bruxelles una riunione ad hoc straordinaria convocata dalla Commissione Ue per decidere della Diciotti

ROMA - Una posizione chiara, e ferrea: se l’Europa non dà una mano l'Italia smette di dare il suo contributo. L'Ue batta un colpo o l’Italia farà scontare la mancata solidarietà sulla questione dei migranti anche sul fronte dei fondi che il Paese destina all’Europa. E’ questo il leit-motiv degli ultimi interventi dei principali esponenti del governo, mentre a Catania la nave della Guardia costiera Diciotti continua a essere bloccata con 150 migranti a bordo in una situazione che rischia di portare anche a risvolti giudiziari importanti. Dopo che due giorni fa il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto a Bruxelles di «battere un colpo», si sono moltiplicati negli ultimi interventi anche molto duri degli azionisti di maggioranza del governo, che hanno legato la questione migranti alle trattative per il prossimo bilancio Ue e alle quote che paga l’Italia.

«Togliamo i soldi se non ci ascoltano»
«La linea morbida con la Ue l’abbiamo vista, non funziona», ha detto il vicepremier Luigi Di Maio durante la trasmissione Agorà, aggiungendo: «Togliamo i soldi se non ci ascoltano, non vogliamo essere presi in giro». Si tratta di una posizione che l’esponente pentastellato aveva già espresso, escludendo anche che il governo sia diviso sulla questione migratoria. «L’Europa – ha sottolineato ancora Di Maio ad Agorà – non ha detto ancora una parola in questa settimana su questa vicenda – ha sottolineato, facendo riferimento alla Diciotti – e oggi c’è una riunione degli sherpa a Bruxelles: speriamo si decida qualcosa. Non è che stiamo cercando il casus belli con la Ue, se si danno dei segnali di apertura finisce lì. Altrimenti io con 20 miliardi altro che quota 100 per superare la legge Fornero, faccio quota 90, quota 80».

Salvini: «Unanimità sul bilancio non la vedranno neanche col binocolo»
La minaccia di chiudere il rubinetto all’Ue è stata evocata con durezza anche in un’intervista, pubblicata sul Corriere della Sera, dall’altro vicepremier, il leader leghista Matteo Salvini: «Stiamo entrando nella discussione sul bilancio, in cui le decisioni richiedono unanimità. Per noi, l’unanimità Bruxelles non la vedrà neanche col binocolo. E non siamo gli unici». Per il ministro dell’Interno, che si oppone con forza a uno sbarco dei migranti, la questione della Diciotti ha una sola soluzione possibile: se ne esce «con un bell’aereo che arriva da una delle capitali europee all’aeroporto di Catania».

Tajani: «Tagliare i fondi? Ipotesi autolesionistica»
L’ipotesi che l’Italia possa tagliare i fondi all’Ue è invece considerata «autolesionistica» dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. «Non può esserci – ha affermato in un’intervista al Messaggero – una rincorsa al consenso tra Di Maio e Salvini sulla pelle della credibilità italiana. Bloccare i fondi per il bilancio vuol dire bloccare anche i fondi strutturali per il Sud, per l’agricoltura o i prestiti alle imprese». Di «negoziati in atto» per sbloccare la situazione della Diciotti ha parlato, dal canto suo, anche il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in un’intervista a IlSussidiario.net. «In questi ultimi tre mesi abbiamo sempre chiesto ad altri partner Ue di condividere l’accoglienza di chi è stato salvato in mare e ci siamo resi disponibili a fare altrettanto se un’analoga richiesta proveniva dai partner – ha detto Moavero -. Si è instaurata una positiva e innovativa prassi di aiuto reciproco». Questo è accaduto anche nel caso della nave Diciotti, per la quale si sono iniziati i «consueti contatti bilaterali» e si è chiesto «anche alla Commissione europea di coordinare l’azione; richiesta inedita che l’ha indotta, con senso di responsabilità ad attivarsi, in coerenza con lo spirito comunitario». Questo «sforzo e i negoziati – ha proseguito il ministro – sono tuttora in atto e oggi si tiene a Bruxelles una riunione ad hoc straordinaria, convocata dalla Commissione per cercare di fare un passo in avanti».