15 novembre 2018
Aggiornato 09:00

Fiamme Gialle nelle sedi di Autostrade. Intanto Toti lancia l'allarme: bisogna fare presto

La Gdf è entrata negli uffici della società dei Benetton di Genova, Firenze e Roma su mandato della Procura
(EPA/ITALIAN GUARDIA DI FINANZA)

GENOVA - Le case sono pericolanti, vanno abbattute. Il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti l'ha ribadito dopo aver inviato un sollecito ad Autostrade con la richiesta di abbattere subito tutti i palazzi che si trovano sotto al ponte, «anche in considerazione delle piogge che potrebbero arrivare e del rischio che le macerie possano ostruire il decorso dell’acqua». Intanto la Guardia di Finanza è entrata negli uffici della società dei Benetton di Genova, Firenze e Roma su mandato della Procura e ha sequestrato la documentazione tecnica, amministrativa, contabile nonché quella relativa ai controlli e alle verifiche periodicamente eseguite sulle condizioni del ponte, agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria realizzati o progettati e ai relativi appalti. In pratica, tutto ciò che può riguardare il viadotto Morandi: contratti, capitolati speciali, stati avanzamento lavori, documentazione di cantiere, piani di sicurezza per le lavorazioni, collaudi.

Pericolo e criticità
La commissione incaricata dal ministero delle Infrastrutture ha evidenziato "una situazione di pericolo e di criticità" sul pilone che sostiene il moncone est. «Abbiamo ricevuto una relazione dal presidente della commissione ministeriale che segnala sul pilone 10 un evidente stato di corrosione di grado elevato», ha annunciato il prefetto di Genova Fiamma Spena al termine della riunione del centro coordinamento soccorsi. «Ho mandato un sollecito – ha spiegato Toti – che potrebbe trasformarsi in un'ingiunzione ad adempire a società Autostrade per procedere intanto alla messa in sicurezza definitiva e all’abbattimento del pilone 10 verso est». Il governatore si dice "d’accordo" con il sindaco e racconta di aver sentito "più volte" anche il procuratore Cozzi: "Bisogna puntare all’abbattimento nel più breve tempo possibile di tutto quello che rimane del ponte, una brutta carcassa e un brutto simbolo".

La lettera di Toti
La lettera del governatore è stata inviata anche al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e per conoscenza anche alla Procura di Genova, alla Prefettura, al capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile e al sindaco Marco Bucci. «Stante le rilevate condizioni di pericolo, si resta in attesa di conoscere le attività che Società Autostrade per l’Italia, in quanto soggetto gestore dell’infrastruttura autostradale A10, intende immediatamente porre in essere, nel rigoroso rispetto delle azioni richieste dall’Autorità Giudiziaria», ha comunicato Toti.

Le case saranno abbattute
Non c'è ancora nulla di confermato, ma secondo alcune indiscrezioni le case sotto quello che rimane del ponte Morandi non potranno essere preservate. Resta da capire ancora come si procederà ad abbatterle: smontandole, facendole implodere in modo controllato e sfruttando la cosiddetta "caduta di piatto", secondo quanto spiega la struttura commissariale, con le prime due ipotesi che richiedono tempi molto più lunghi.