14 novembre 2018
Aggiornato 04:00

«Salvini votò il decreto salva Benetton». E lui: «Sì, fu un errore»

Era il 2008 quando la Lega, che sosteneva il governo Berlusconi, rinnovò la vantaggiosa concessione delle autostrade. E il Pd polemizza con il vicepremier
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini lascia la prefettura di Genova dopo il consiglio dei ministri straordinario
Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini lascia la prefettura di Genova dopo il consiglio dei ministri straordinario (ANSA/SIMONE ARVEDA)

ROMA – Torna improvvisamente d'attualità, almeno nella polemica politica, un decreto legge datato 8 aprile 2008, e che porta l'incomprensibile titolo di «disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia europea». Il motivo per cui se ne ritorna a parlare oggi, però, è che tra le varie norme, il provvedimento conteneva nelle sue pieghe anche il rinnovo delle concessioni (molto vantaggiose) per Autostrade, tanto da essere ribattezzato decreto salva Benetton. All'epoca al governo c'era Silvio Berlusconi, che godeva anche del sostegno della Lega, la quale dunque votò a favore della legge, compreso il suo attuale segretario Matteo Salvini.

La polemica della sinistra
Tanto è bastato al centrosinistra, criticato pesantemente per i favori fatti alla famiglia Benetton nel corso degli anni (non ultima la privatizzazione stessa della rete autostradale nel 1999, sotto il governo D'Alema), per passare al contrattacco. «La dichiarazione di voto del Pd nel 2008 contro il decreto salva Benetton votato da Salvini che ha fatto regali a società Autostrade, vergogna», su Twitter Alessia Morani, deputata del Partito democratico, postando il video della dichiarazione in occasione del voto sul decreto. E ancora il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, su Facebook: «Salvini sei imbarazzante. Tu e la Lega avete scritto e votato la norma con l'enorme regalo ai Benetton. Io e il Partito democratico ci siamo opposti votando contro. La Lega ha preso finanziamenti da loro, il Partito democratico no. Ti fai i selfie ai funerali delle vittime e hai il coraggio di sputare sentenze e scaricare le responsabilità sugli altri». Rincara la dose Liberi e Uguali per bocca di Giovanni Paglia: «Ricordiamoci che nel 2004 ci fu l'approvazione della convenzione, da parte del governo Berlusconi, presente la Lega. E ancora nel 2008 ci fu la rinegoziazione definitiva della convenzione, da parte del governo Berlusconi, presente la Lega. Dal 2002 al 2006 – prosegue l'esponente di Leu – governa la Lega, così come dal 2008 al 2011. Alla fine sono 9 anni sui 16 anni considerati. E tralasciamo gli ultimi 80 giorni, evidentemente sufficienti per chiudere i porti, ma non per controllare concessioni miliardarie, nonostante gente come Giorgetti le conosca a memoria. Il ministro Salvini si faccia da parte».

La risposta di Salvini
Il vicepremier e leader del Carroccio, dal canto suo, ammette di aver sbagliato, dieci anni fa, nel votare il decreto delle polemiche, ma respinge anche al mittente le critiche che gli giungono dall'opposizione. «La norma salva Benetton, votata anche da lei, fu un errore?», gli ha domandato la giornalista di Agorà estate su Rai3. «Se è così, sicuramente – ha risposto Salvini – ma da parte di chi ha governato per anni e anni, e ha firmato e verificato le concessioni, un buon silenzio sarebbe opportuno».