13 novembre 2018
Aggiornato 08:00

Ad aprile il governo chiese alla Ue, e ottenne, la proroga della concessione delle autostrade

Nel via libera dell'Unione europea fu respinto il ricorso di Sacyr alla proroga
La sede della Commissione Ue a Bruxelles
La sede della Commissione Ue a Bruxelles (ANSA)

ROMA - Tra i 5 e i 7 miliardi. Il valore di subentro al 2042 per la concessione di Autostrade per l’Italia (Aspi) oscilla su questa cifra. Si tratta in pratica del valore previsto al termine della durata della concessione, altra cosa rispetto all’indennizzo in caso di revoca anticipata. Il dato emerge dalla relazione della Commissione europea con la quale a fine aprile è stata approvata la proroga della concessione dal 2038 al 2042, sbloccando investimenti per 8,5 miliardi. Tra le novità del prolungamento, c'era stata appunto l’introduzione del valore di subentro: l’Italia propose di introdurre questa possibilità, calcolata in 5-7 miliardi, che verranno riconosciuti al concessionario nel 2042.

Perché 4 anni in più
Il prolungamento di quattro anni rifletteva la necessità di coprire i maggiori oneri derivanti dal progetto definitivo della Gronda di Genova, pari a 4,3 miliardi di euro, rispetto alla somma di 1,8 miliardi prevista nel precedente progetto del 2001. Ma oltre alla Gronda, gli investimenti previsti in carico a Autostrade per l’Italia indicati nella proroga ammontano a quasi 8 miliardi, di cui 0,58 riferiti a vecchi investimenti e 3,03 miliardi di investimenti aggiuntivi, tra cui figurano la terza corsia sulla Firenze-Pistoia per 26,8 Km e la quarta corsia sul 34,5 km della diramazione Ravenna-Bologna San Lazzaro.

Un cash flow di 15-20 mld
Nella documentazione presentata alla Commissione Ue per il via libera al prolungamento della concessione, l’Italia ha calcolato per i 4 anni in più un cash flow di 15-20 miliardi, corrispondente a un valore netto attuale al 2017 di 2-3 miliardi di euro. Nell’ambito della proroga veniva fissato un tetto agli incrementi tariffari pari al tasso di inflazione più lo 0,5% a partire dal 2019. L’incremento tariffario complessivo per Aspi nel periodo 2018-2027 sarebbe così del 24% rispetto al precedente schema di convenzione del 46%. Inoltre, il tasso di ritorno sugli investimenti con la proroga è stato abbassato al 4-6% nominale rispetto al precedente 6-8%.

Respinto il ricorso di Sacyr alla proroga
Il gruppo spagnolo delle costruzioni Sacyr si era opposto alla proroga della concessione motivando che sarebbe in contrasto con le norme Ue e chiedendo alla Commissione europea di non approvare il piano italiano. In particolare, secondo gli spagnoli, la concessione Aspi è composta di diversi segmenti autostradali e quindi non può essere considerata un’unica concessione. In barba ai dubbi e alle critiche, Bruxelles ha poi approvato la proroga della concessione dal 2038 al 2042.