14 novembre 2018
Aggiornato 04:00

Ad aprile l’ok della Ue alla proroga della concessione ad Autostrade fino al 2042

Il via libera aveva sbloccato investimenti per 8,5 miliardi di euro, tra cui l'ormai celeberrima Gronda di Genova
La Commissaria alla concorrenza Ue Margrethe Vestager
La Commissaria alla concorrenza Ue Margrethe Vestager (EPA/STEPHANIE LECOCQ)

ROMA - E’ dell’aprile scorso il via libera della Commissione europea ai piani italiani per prorogare due concessioni autostradali e imporre un massimale ai pedaggi, consentendo di sbloccare 8,5 miliardi di euro di investimenti, "riducendo nel contempo l’impatto sugli utilizzatori e limitando le distorsioni della concorrenza». Così una nota della Commissione del 27 aprile scorso, nella quale la commissaria Margrethe Vestager dichiarava: «Sono lieta che, in stretta collaborazione con l’Italia, abbiamo trovato una soluzione che permetterà di effettuare investimenti essenziali nelle autostrade italiane, limitando nel contempo l’impatto sugli utilizzatori ed evitando una sovracompensazione delle imprese che gestiscono le autostrade. L’Italia ha inoltre convenuto di indire a breve nuovi bandi di gara per diverse importanti concessioni autostradali al fine di garantire una vera concorrenza nel mercato».

Cosa prevede il piano
Il piano prevede in particolare la proroga di due importanti concessioni autostradali detenute da Autostrade per l’Italia (ASPI) e da Società Iniziative Autostradali e Servizi (SIAS). La concessione ASPI copre la sua rete autostradale in Italia e la concessione SIAS riguarda l’autostrada SATAP A4 Torino-Milano. SIAS impiegherà inoltre le entrate generate dalla proroga della concessione per portare a termine l’autostrada Asti-Cuneo A33, anch’essa gestita da SIAS. Per quanto riguarda ASPI, la misura prevede una proroga quadriennale della concessione, fino al 2042. Anche nel caso di SIAS, la misura prevede una proroga quadriennale della concessione, fino al 2030. Entrambe le concessioni prevedono un massimale sui potenziali aumenti dei pedaggi a un livello sostenibile per gli utilizzatori delle autostrade; in linea di principio tali massimali non possono quindi superare il tasso di inflazione maggiorato dello 0,5%.

Come limitare le distorsioni della concorrenza
Sono inoltre previste diverse salvaguardie intese a evitare che ASPI e SIAS ricevano una sovracompensazione e a limitare le distorsioni della concorrenza, quali: un massimale sull’importo che ASPI e SIAS possono rispettivamente ottenere al termine della concessione vendendo i propri attivi; un meccanismo per evitare la sovracompensazione. In particolare, tale meccanismo stabilisce la remunerazione e il livello degli investimenti che ASPI e SIAS devono rispettivamente effettuare, e prevede l’imposizione di sanzioni in caso di ritardi o di mancata realizzazione degli investimenti nonché una serie di requisiti particolareggiati intesi a bandire gare per la stragrande maggioranza delle opere infrastrutturali a valle. Nel contempo la proroga delle due concessione dovrebbe fornire ad ASPI e a SIAS introiti sufficienti per finanziare investimenti di rilievo nel settore autostradale italiano.

Il progetto della Gronda
Nel caso di ASPI, le entrate generate dalla proroga della concessione dovrebbero consentire di portare a termine tempestivamente la cosiddetta «Gronda di Genova», una bretella che connette i collegamenti autostradali esistenti di ASPI attorno a Genova nonché una serie di ulteriori miglioramenti sulla rete ASPI, i cui lavori dovrebbero iniziare al più tardi entro gennaio 2020. Infine, per garantire un sufficiente livello di concorrenza nel settore nazionale delle autostrade, l’Italia si è impegnata a lanciare entro il 2019 un bando di gara congiunto per una serie di concessioni distinte ma connesse gestite da SIAS (per le autostrade SATAP A21 e ATIVA), già scadute o prossime alla scadenza. L’Italia ha infine deciso di non portare avanti i piani iniziali tesi a prorogare le concessioni di altre autostrade gestite da SIAS, come l’autostrada CISA.

L'ok della Ue
La Commissione ha ritenuto che le misure promuoveranno la crescita e sbloccheranno gli investimenti, limitando nel contempo l’impatto sugli utilizzatori delle autostrade coerentemente con le norme dell’Unione in materia di aiuti e di appalti pubblici. La proroga limitata delle concessioni e le misure di salvaguardia ridurranno al minimo le distorsioni della concorrenza in linea con le norme sugli aiuti di Stato e sugli appalti pubblici. Su questa base la Commissione ha approvato il piano italiano per le autostrade ai sensi delle norme dell’Unione.