26 giugno 2019
Aggiornato 19:30
Industria

Da destra a sinistra, tutta la politica piange Sergio Marchionne

Mattarella: «Grandi qualità umane, intellettuali, professionali». Berlusconi: «Lo avrei voluto alla guida del Paese». Renzi: «Disgusto per gli insulti dei social»

La stretta di mano tra Sergio Marchionne e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella
La stretta di mano tra Sergio Marchionne e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ( ANSA )

ROMA – La morte di Sergio Marchionne non ha mancato di suscitare comprensibili reazioni in tutto il mondo politico, a partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «La notizia della scomparsa di Sergio Marchionne, purtroppo non più inattesa, ci addolora – ha dichiarato in una nota l'inquilino del Colle – e lascia un vuoto in tutti coloro che ne hanno conosciuto e apprezzato le qualità umane, intellettuali, professionali. Desidero in questo momento anzitutto esprimere il mio sentimento di vicinanza ai suoi familiari, e a quanti erano a lui più legati nella vita e nel lavoro». Dal Pd il segretario Maurizio Martina sottolinea che «il Paese perde una personalità coraggiosa e instancabile che ha lavorato con passione e tenacia per l'Italia nel mondo. Alla famiglia e all'azienda il cordoglio mio e di tutto il Partito democratico», mentre l'ex premier Paolo Gentiloni commenta su Twitter: «Grazie per il lavoro, la fatica, i risultati. E per l'orgoglio italiano portato nel mondo». Non manca una stoccata polemica da Matteo Renzi: «Provo disgusto per chi ancora oggi ha insultato sui social un uomo che stava morendo. Un abbraccio affettuoso alla famiglia di Sergio Marchionne. La terra gli sia lieve».

Berlusconi lo voleva premier
Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ricorda invece quando propose all'ex ad di Fca il ruolo di presidente del Consiglio: «Con Sergio Marchionne – afferma Berlusconi – l'Italia perde non soltanto il più brillante dei suoi manager, ma una delle figure simbolo del nostro Paese. Ha rappresentato l'Italia migliore: quella operosa e concreta, seria e preparata, dotata di visione e capace di guardare al futuro. Un'Italia che non ha paura della competizione, sa affrontarla e vincerla grazie alla qualità del prodotto italiano e alla capacità creativa delle persone e delle imprese. Sergio Marchionne non ha soltanto salvato posti di lavoro in Italia, in una stagione di drammatici cambiamenti, ha dimostrato che nell'epoca della globalizzazione dall'Italia possono ancora nascere sfide imprenditoriali di livello mondiale. La sua è la biografia di un italiano che ha costruito il successo con le sue forze e il suo impegno, attraverso la difficile strada dell'emigrazione, senza mai rinnegare lo stretto legame con la sua patria, le sue origini familiari, il rapporto speciale con l'arma dei Carabinieri, alla quale apparteneva il padre, e dalla quale ereditò il senso della disciplina e del sacrificio. Dissi una volta, senza avvertirlo prima, e non me ne sono mai pentito, che mi sarebbe piaciuto vederlo alla guida del nostro Paese. Lo penso ancora: le caratteristiche di una persona straordinaria come Marchionne, la competenza, la preparazione, la capacità dimostrata di ottenere risultati importanti, sarebbero state preziose, se fosse stato disponibile, per ridare dignità alla politica». Sempre dal centrodestra giungono i commenti del vicepremier Matteo Salvini: «Onore a un uomo che ha fatto tanto e avrebbe potuto fare ancora molto. Un pensiero ai familiari di Sergio Marchionne e un augurio a chi ha l'onore e l'onere di prendere il suo posto». Giorgia Meloni scrive invece su Twitter: «Cordoglio per la scomparsa di Sergio Marchionne. Da patriota ho contestato tante delle sue scelte in tema di delocalizzazione dell'industria automobilistica italiana ma le sue capacità manageriali sono indiscusse. La mia vicinanza e quella di FdI alla sua famiglia e ai suoi cari».

Le condoglianze di Appendino
Il Movimento 5 stelle affida a una nota congiunta dei capigruppo di Camera e Senato, Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli, il proprio messaggio di condoglianze: «Siamo vicini ai familiari di Sergio Marchionne ai quali va il nostro abbraccio più sincero. Rispetto per il ruolo che Marchionne ha avuto in questi anni di indubbio protagonismo sulla scena economica internazionale». E la sindaca di Torino, Chiara Appendino, dichiara: «Ci ha lasciato un manager globale, tenace e carismatico, uno degli uomini che più hanno segnato la storia economica del nostro Paese negli ultimi anni. A lui il merito maggiore dell'aver portato l'industria dell'auto italiana a superare il momento forse più difficile della propria storia, intuendo che solo una dimensione internazionale le avrebbe garantito un un futuro solido. Gettando lo sguardo tra Torino e Detroit ha saputo vedere e cogliere nella crisi di due società quelle opportunità che, attraverso la costituzione di Fca, si sono poi tradotte in sviluppo e rilancio. Le più sincere condoglianze ai familiari di Sergio Marchionne, alla famiglia Agnelli e a tutte le persone a lui vicine».