7 dicembre 2019
Aggiornato 05:00
Morte Marchionne

«Un grande manager che non voleva il dialogo»: così Cgil 'saluta' l'avversario Marchionne

Per il sindacato di Corso Italia il suo merito è quello di aver «salvato la Fiat morente». Ma ha lasciato «molte incognite su futuro e occupazione»

Un'immagine del presidio Fiom-Cgil del luglio 2011
Un'immagine del presidio Fiom-Cgil del luglio 2011 ANSA

ROMA - Sergio Marchionne ha salvato una Fiat «morente» ma «non ha saputo nè voluto indirizzare l'azienda che guidava al dialogo e alla collaborazione con una parte importante dei lavoratori italiani». Lo afferma la segreteria nazionale della Cgil dopo la morte dell'ex-amministratore delegato di Fca. Marchionne, «cui è sempre andata la stima della Cgil, ha l'indubbio merito di aver salvato un'azienda morente. Uomo di grande intelligenza e capacità manageriale, è stato in grado di non soffermarsi ai problemi di breve periodo, ma di guardare oltre, rivitalizzando e rilanciando un'impresa in grande difficoltà, portando il suo core business nel cuore del mercato automobilistico più importante, facendola diventare uno dei grandi player globali del settore».

«Duro negoziatore, poco attento ai lavoratori»
«Duro negoziatore e bravo organizzatore» sottolinea La Cgil «non ha però saputo nè voluto indirizzare l'azienda che guidava al dialogo e alla collaborazione con una parte importante dei lavoratori italiani. Una scelta, sanzionata dalla Corte costituzionale, costata conflitto, arretramenti, incomprensioni, che si sono riverberati, oltre che nelle relazioni sindacali, nella società e negli sviluppi industriali. L'aver praticato la divisione sindacale e aver abbandonato la contrattazione nazionale, infatti, sono state opzioni non imposte dalla contingenza industriale, finanziaria o economica».

«Troppe incognite sul futuro dei lavoratori»
«Oggi» conclude la Cgil «mentre permangono molte incognite sul futuro delle produzioni e dei livelli occupazionali in Italia, Fca ha la necessità di adottare un piano industriale e di affrontare i nodi ancora irrisolti che restano e si ripropongono non solo alla nuova dirigenza, ma alla stessa proprietà e ai decisori pubblici».

La Fiom: «Un avversario di cui riconosciamo il valore»
Paradossalmente più 'tenere' le parole della Fiom: «Sergio Marchionne è stato un avversario di cui riconosciamo il valore». Lo afferma la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, dopo la morte dell'ex-amministratore delegato di Fca. Marchionne è stato «un uomo con cui in questi anni ci siamo aspramente confrontati e che ha rappresentato un modello di relazioni sindacali che è stato all'origine di un profondo conflitto con la Fiom». Alla famiglia, aggiunge Re David, «vanno le condoglianze della nostra organizzazione».