17 giugno 2019
Aggiornato 15:30
Industria

Come è morto (davvero) Sergio Marchionne? Spunta un terribile dubbio

Non si sarebbe trattato di un tumore al polmone, ma di un intervento alla spalla, le cui complicazioni avrebbero portato al doppio arresto cardiaco fatale

TORINO – Perché, come, ma soprattutto di che cosa è morto Sergio Marchionne? Il giorno dopo la notizia ufficiale della scomparsa dell'ex amministratore delegato di Fiat Chrysler, non c'è ancora chiarezza sulle cause del suo decesso, ma solo tanti, atroci dubbi. Il manager si è spento nella clinica di Zurigo in cui si era fatto ricoverare il 28 giugno scorso: non per un tumore al polmone, come lasciavano intendere alcune indiscrezioni non confermate, bensì alla spalla. Eppure è da Torino che rimbalzano le tesi più dirompenti, in particolare da Pier Luigi Battezzato, il papà di Manuela, compagna di Marchionne, intervistato dalla pagina torinese del Corriere della Sera.

Condizioni compromesse
Il suocero ammette che le preoccupazioni sulla sua salute risalivano già a diversi mesi fa: «Un anno fa aveva smesso di fumare, sembrava che le sue condizioni di salute stessero migliorando. Lui non si è mai fermato. Era chiaro a tutti che non stesse bene. Il suo fisico si era asciugato e lui era affaticato e respirava con molta fatica». Ma l'operazione chirurgica alla quale si sarebbe dovuto sottoporre, di per sé, non avrebbe dovuto suscitare particolari problemi: «Ho parlato con Sergio poco prima che venisse operato ed era tranquillo – prosegue Battezzato – Il suo doveva essere un intervento semplice, invece è accaduto il peggio. Non lo so, a volte penso che forse, se non fossero andati in Svizzera ma si fosse fatto operare alle Molinette (a Torino, ndr), sarebbe andata diversamente. Forse non era nella condizione di affrontare un’operazione. Non saprei, lui è arrivato in clinica fisicamente provato».

Doppio arresto cardiaco
Dunque, non si sarebbe trattato di una malattia, bensì di una improvvisa e inattesa complicazione post-operatoria. Quella che avrebbe provocato il primo arresto cardiaco, a seguito del quale (sostengono alcune fonti) il manager sarebbe andato in coma, mantenuto in vita solo dalle macchine. La ricostruzione del quotidiano La Stampa, però, smentisce anche quest'ultimo dettaglio, rivelando che soltanto un secondo arresto cardiaco avrebbe fatto peggiorare ulteriormente il suo quadro clinico, fino alla morte giunta quindi per «cause naturali». Per ora questo è tutto ciò che si sa intorno ai misteriosi, controversi ma soprattutto drammatici ultimi giorni di vita di Sergio Marchionne. Impossibile procedere a ulteriori verifiche: sia al personale ospedaliero che alla famiglia è stata infatti data la consegna del silenzio assoluto.