20 agosto 2018
Aggiornato 12:30

La rabbia di Toninelli: «Ora ci attaccano ma è il Pd che spinse per la guerra in Libia»

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, sempre più 'salviniano', critica le opposizioni: «Oggi contestano i problemi creati da loro stessi»
Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre esce da Palazzo Chigi
Danilo Toninelli, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, mentre esce da Palazzo Chigi (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - «Io sto ricevendo attacchi costanti, in particolare da una parte del Pd, ma ci stiamo rendendo conto che nel marzo 2011 l'Italia ha dato l'ok all'attacco alla Libia ben sapendo che avrebbe creato enormi problemi?». Questa la dura replica di Danilo Toninelli (M5S), ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, in una intervista a Rainews24, alle polemiche delle ultime ore. «Quelli che ci attaccano sono coloro che hanno partecipato a destabilizzare quel paese», ha aggiunto. All'intervistatore che gli ha ricordato che all'epoca della guerra scatenata dalla Francia e dalla Gran Bretagna il Pd non era al governo, il ministro ha replicato: «Io me lo ricordo benissimo. Il Pd era d'accordo, loro spingevano, la maggioranza era più dubbiosa sull'azione militare di quanto non fosse il Pd. Oggi contestano i problemi creati da loro stessi».

La Guardia costiera libica «serve per salvare vite»
Danilo Toninelli prende posizione a favore di Matteo Salvini e del ruolo che il ministro dell'Interno sta immaginando per la Guarda costiera libica, staccandosi così da chi, anche nel suo partito, inizia a muovere i primi dubbi: «Da ministro e da padre di famiglia posso dire che sono immagini terribili ma appunto ci devono convincere ad andare avanti. L'obiettivo - ha spiegato - è non farli più partire, ci sono criminali che li fanno salire su questi gommoni della morte e li lasciano andare al largo. La strada essenziale è pattugliare il mare di giurisdizione» della Libia. «Non possiamo dimenticare» ha sostenuto l'esponente governativo «che la Guardia costiera libica ha salvato 158 persone ieri, e quella Guardia costiera nasce anche grazie all'Italia. Nell'immediato stiamo dando loro altre dodici motovedette, significa intervenire prima e salvare vite umane».

«Ma un problema c'è...»
Toninelli ha poi riconosciuto che esiste un problema di rispetto dei diritti umani per i migranti che transitano in Libia: «Ho incontrato l'Unhcr (l'organizzazione dell'Onu che si occupa di rifugiati, ndr) che sono presenti in Libia, serve un controllo per mantenere livelli di umanità». Rispondendo a una domanda sulla possibilità di definire la Libia «porto sicuro», Toninelliè tornato sugli obiettivi di Governo: «Oggi - ha detto - non devono partire, per non partire la Guardia costiera libica è l'unica strada per poterli salvare, quando superano le 12 miglia ed entrano in mare aperto è evidente che i rischi di poter morire in mare sono maggiori. Certo la Libia non è un paese stabile ma dobbiamo intervenire lì, stiamo facendo una interlocuzione con il governo riconosciuto della Libia per realizzare dei centri di transito gestiti dalle Nazioni Unite, ma poi serve la condivisione dei paesi europei per le ricollocazioni».