19 agosto 2018
Aggiornato 21:00

Migranti, il M5s in difficoltà: «Possiamo fidarci della Guardia costiera libica?»

Dopo l'ultima tragedia e le polemiche i primi dubbi del governo sul ruolo che la Libia potrà giocare per fermare l'immigrazione
Le immagini del naufragio al largo della Libia
Le immagini del naufragio al largo della Libia (TWITTER/PROACTIVA OPEN ARMS)

ROMA - «Io non posso dire se ci si può fidare o meno della Guardia Costiera Libica. Il concetto di fiducia a livello di rapporti diplomatici con l'estero è un concetto che va applicato ai fatti. E cioè rispetto alla guardia costiera libica il governo italiano fa il suo dovere cioè accertare, quando rientra nelle competenze italiane, che tutto si verifichi nel pieno rispetto dei diritti umani delle persone coinvolte». Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, ospite questa mattina ad Agorà Estate su Rai3, mostra i primi dubbi sulla possibilità di dar vita a un vero asse anti-immigrazione con la Libia. La tragedia delle ultime ore, le immagini che stanno facendo il giro del mondo della donna salvata dalla ong Open Arms stanno facendo vacillare gli alleati di governo di Matteo Salvini. E se Bonafede inizia a mostrare i primi segni di tentennamento il sottosegretario al ministero dell'Interno, Carlo Sibilia, in un'intervista ad Avvenire prova a stemperare gli animi che in queste ore si sono surriscaldati: «Se ci sono state responsabilità (ma va verificato) esse vanno censurate, ma bisogna fare di tutto per evitarne di nuove».

«Una tragedia che non va politicizzata»
Parola di Carlo Sibilia «trattandosi di acque territoriali libiche, però, eviterei di politicizzare questa tragedia: davvero non vedo come si possa accusare il Viminale per l'accaduto». Questo «è un ulteriore segnale che impone di affrontare sul serio, da parte dell'Europa, il tema dei salvataggi nel Mediterraneo, per un'emergenza che è ormai diventata strutturale». Per Sibilia, «ove ve ne fossero le condizioni, la soluzione ideale sarebbe l'identificazione in partenza degli immigrati». La posizione del M5s, quindi, è «porti aperti» a chi ne ha diritto, «ma dobbiamo ammettere che sull'accoglienza ci sono stati limiti strutturali e tecnici di cui hanno beneficiato i trafficanti e forse anche la criminalità a livello locale. Sono problemi che vanno affrontati insieme dall'Europa, individuando prima degli sbarchi i criteri di ripartizione in quota parte dei migranti, in base alle possibilità di ogni Stato».

«Stiamo ottenendo risultati importanti»
I «risultati che stiamo ottenendo sull'immigrazione sono importanti», continua Sibilia «e questo supera ogni polemica su frizioni che in realtà non ci sono», dice il sottosegretario pentastellato del Viminale al quotidiano della Cei. «Si tratta di mettere a punto le cose fra due forze politiche che per la prima volta lavorano insieme. E nel concerto istituzionale non va sottovalutato il ruolo svolto da Mattarella, che sta dando un grande aiuto a che le istanze che poniamo vengano prese in considerazione a livello europeo». Quanto all'operazione Sophia, «quello che Salvini sottolinea, giustamente, è che la guida affidata a Roma non deve diventare un ulteriore modo per scaricare sulla sola Italia oneri e responsabilità. Dopo tre anni dalla partenza va sottoposta ad attenta verifica, puntando anche a incrementare l'addestramento della Guardia costiera libica. Supportandola, come stiamo già facendo, con uomini e mezzi».