30 marzo 2020
Aggiornato 07:00
Emergenza sbarchi

Ong denuncia: «Donna e bimbo lasciati morire in mare». Salvini: «Bugie e insulti»

Proactiva Open Arms rivela di aver trovato i cadaveri di due migranti abbandonati su una barca affondata al largo della Libia. Il ministero dell'Interno smentisce

ROMA – Da una ong arriva una denuncia gravissima: la Proactiva Open Arms, sul suo account Twitter, annuncia di aver localizzato i cadaveri di una donna e di un bambino abbandonati su un'imbarcazione distrutta dai «cosiddetti guardiacoste libici» ad ottanta miglia dalle coste della Libia. L'organizzazione catalana denuncia una flagrante omissione di soccorso: in pratica, quelle persone sarebbero state lasciate morire. «La Guardia costiera libica ha detto di aver intercettato una barca con 158 persone fornendo assistenza medica e umanitaria – scrive il fondatore Oscar Camps – ma non hanno detto che hanno lasciato due donne e un bambino a bordo e hanno affondato la nave perché non volevano salire sulle motovedette». L'accusa giunge a poche ore dall'ultimatum del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che insisteva sulla sua linea della fermezza: «Due navi di Ong spagnole sono tornate nel Mediterraneo in attesa del loro carico di esseri umani – aveva scritto sempre su Twitter – Risparmino tempo e denaro, i porti italiani li vedranno in cartolina».

Il Pd chiede chiarezza
Ed è proprio a Salvini che l'opposizione, Partito democratico in testa, chiede a gran voce un chiarimento sulla vicenda della barca affondata. «Il governo si attivi immediatamente per chiarire con la Libia se quanto denunciato dal fondatore della ong Proactiva Open Arms corrisponde al vero – tuona il presidente del Pd Matteo Orfini – Una barca fatta affondare con ancora a bordo donne e bambini sarebbe l'ennesima tragica dimostrazione dei metodi barbari e inaccettabili utilizzati dalla guardia costiera libica. E di quanto sia fondamentale la presenza delle Ong nel Mediterraneo, impegnate a salvare vite umane innocenti ma anche a tenere i riflettori accesi sugli abusi di chi viola i diritti umani». E il segretario Maurizio Martina rincara la dose, ancora su Twitter: «Dal Mediterraneo ancora immagini terribili. Altro che bugie, ancora morti. Donne e bambini. Criminalizzare le ong è un errore imperdonabile. Ministro Salvini, ora basta crociate d'odio».

La risposta di Salvini: Tengo duro
Ma il titolare del Viminale respinge al mittente le accuse politiche: «Bugie e insulti di qualche ong straniera confermano che siamo nel giusto: ridurre partenze e sbarchi significa ridurre i morti, e ridurre il guadagno di chi specula sull'immigrazione clandestina. Io tengo duro, porti chiusi e cuori aperti»: scrive il ministro su Facebook, allegando foto e articolo che riportano la denuncia della Proactiva Open Arms.

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal