10 dicembre 2018
Aggiornato 18:00

Brignone (Possibile) al DiariodelWeb.it: «Raccogliamo firme per la sfiducia a Salvini»

La segretaria del partito fondato da Civati ha lanciato una petizione online contro il ministro degli Interni: «Abbiamo incassato il sostegno della Boldrini»

ROMABeatrice Brignone, segretaria di Possibile, avete lanciato una petizione online che chiede la mozione di sfiducia al ministro Matteo Salvini. Su quali basi?
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il post in cui si prendeva gioco della sentenza della Corte di Cassazione, secondo cui dire «Vai via!» a un immigrato è un atto di istigazione all'odio razziale. E lui, per tutta risposta, ha pubblicato una foto di un barcone scrivendo «Vai via! Vai via! Vai via!». Per me quello è stato un atto di gravità enorme, passato sotto silenzio o quasi, in mezzo a tutte le idiozie che spara ogni giorno. Ma in questo caso si tratta della suprema corte.

Non è certo la prima volta in cui un politico critica una sentenza della magistratura...
Ma irriderla e rilanciare un comportamento, che è stato dichiarato istigazione all'odio razziale, significa dargli forza. Se lo compie un ministro, tra l'altro degli Interni, nei confronti di un altro potere dello Stato, oggettivamente è grave. Siamo un po' assuefatti, e questo secondo me è il problema. Mi aspettavo dai parlamentari dell'opposizione un'immediata richiesta di dimissioni di fronte a questo conflitto tra i poteri dello Stato. Invece, zero. Io non sono più parlamentare e quindi la mozione di sfiducia non posso presentarla, quindi ho lanciato la petizione. La ritenevo più un atto di protesta che altro, invece abbiamo iniziato a macinare firme e al momento siamo arrivati quasi a 90 mila.

Il traguardo è fissato a 150 mila?
In realtà l'asticella si sposta sempre: il primo era di sole cento firme. Il nostro obiettivo iniziale era molto inferiore, già arrivare a 10 mila firme mi sembrava tantissimo. Ormai 100 mila sono alla portata.

E poi, una volta raccolte, che fine faranno?
Già da domani, quando si torneranno a riunire i gruppi parlamentari, cominceremo a spingere. La petizione è un atto di pressione, ma sono i deputati che dovranno presentare la mozione. Oggi pomeriggio abbiamo già incassato il sostegno di Laura Boldrini, che è importante: speriamo che il gruppo di Liberi e uguali, che domani si dovrebbe riunire per parlarne, appoggi la mozione. E magari provochi anche il Partito democratico a dire qualcosa su questo punto: al di là della consueta tattica, questa è sostanza. Si vuole ascoltare una parte di popolazione che comincia a manifestare un grande disagio per quello che sta succedendo, e che va molto al di là della dialettica politica e delle differenze di opinioni? Si stanno rompendo degli argini come i conflitti con gli altri organi dello Stato, con la Costituzione, con gli accordi internazionali e anche con il banale senso di umanità che ci stiamo perdendo un po' giorno dopo giorno. Come le magliette rosse la scorsa settimana, anche questo tipo di manifestazione di dissenso sta dando fastidio e ricevendo tantissimo odio da parte dei facinorosi salviniani, che mi stanno massacrando con messaggi di violenza verbale notevole: però questo vuol dire che ho colto nel segno. Ripetono sempre che il popolo è con lui: secondo me no, c'è una parte di popolazione che lo segue ma un'altra vive con estremo disagio; forse è più silenziosa ma ora è il momento di darle voce.

Quindi voi cercate sponde anche nel Pd?
Vorrei capire cosa vogliono fare. La sponda la cerco con chiunque voglia sottolineare la situazione. Se qualcuno dal Pd alzasse la voce, sarei contenta di ascoltarla, e mi farebbe piacere.

Lo chiedo perché, vista la politica sull'immigrazione dell'ex ministro Minniti, attaccare ora Salvini su questo stesso punto sembrerebbe piuttosto ipocrita da parte loro.
Indubbiamente quel ministro lo abbiamo sempre denunciato, anche l'anno scorso in aula, con parecchia veemenza. Quel tipo di impostazione ha aperto la strada: ha fatto quel tipo di politica, con quei toni che adesso sono esasperati. È chiaro che sarebbe ipocrita. Ma, siccome i valori del Pd, anche se ormai dimenticati, partono da tutt'altre origini, vediamo se sono pronti a fare mea culpa. Non spero che lo facciano tutti, ma almeno una parte. Mi sembra che, al momento, il loro silenzio indichi che accettano quella politica, che ieri era di Minniti e oggi di Salvini.