18 agosto 2018
Aggiornato 20:00

Perché l'arresto di Lanzalone chiama direttamente in causa i vertici del M5s

L'avvocato 'del' Movimento 5 stelle, agli arresti domiciliari, si è dimesso da presidente di Acea. Il Pd all'attacco: «Metodo corruttivo da quattro amici al bar»
Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio
Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio (ANSA/ETTORE FERRARI)

ROMA - Luca Alfredo Lanzalone, l'avvocato 'del' Movimento 5 stelle, ha lasciato l'incarico di presidente di Acea. Il legale mandato nella Capitale a risolvere la grana dello Stadio della Roma, agli arresti domiciliari da ieri per il coinvolgimento nell'inchiesta sull'impianto che dovrebbe sorgere nella discussa zona di Tor di Valle, ha rassegnato le dimissioni. A comunicarlo è stata la stessa società, partecipata dal Comune di Roma, di gestione dei servizi energetici e idrici in un breve comunicato: «In data odierna - si legge - l'avv. Luca Alfredo Lanzalone ha rimesso il mandato di presidente del Consiglio di Amministrazione di Acea SpA. Il Consiglio di Amministrazione, nella riunione del 21 giugno 2018, assumerà le opportune determinazioni al riguardo». Ed è proprio il coinvolgimento dell'avvocato Luca Lanzalone nell'inchiesta che ha portato all'arresto del costruttore Luca Parnasi e del suo staff a chiamare direttamente in causa il vicepremier Luigi Di Maio che, poche ore fa, aveva chiesto pubblicamente un passo indietro al legale «imposto da Casaleggio», come 'confessato' da Virginia Raggi dopo la notizia del suo arresto, versione confermata da Roberta Lombardi a Repubblica: «Ce lo hanno portato i capi del Movimento». 

Perché l'arresto di Lanzalone chiama in causa Di Maio
Nessuna responsabilità diretta del vicepremier: la premessa è necessaria. Però, come ha sottolineato il responsabile gustizia del Partito Democratico, David Ermini, se «per la parte giudiziaria confidiamo nel lavoro della magistratura» sul piano politico il coinvolgimento del legale indicato dai vertici del Movimento per risolvere la grana dello Stadio della Roma chiama direttamente in causa Luigi Di Maio «che ha parlato della presidenza Acea affidata a Lanzalone come di un premio per la sua collaborazione». Un'operazione «di puro potere fatto in una logica da 'quattro amici al bar', all'insegna dell'opacità e della peggior vecchia politica». 

Il rapporto tra Lanzalone e il Movimento 5 stelle
L'avvocato genovese, come ha ricordato Di Maio in un'uscita - diciamo così - poco felice «ha aiutato il Movimento nella gestione dei rifiuti a Livorno e nel ridurre le cubature dello Stadio della Roma» e «per questo è stato premiato con la nomina a presidente di Acea». Ma i rapporti tra i due non si esauriscono all'impegno 'romano' del legale che ha avuto un ruolo di primo piano anche nella scelta del direttore generale di Ama, azienda municipalizzata per la gestione dei rifiuti della Capitale. Lanzalone è stato 'l'esperto' che ha accompagnato l'attuale vicepremier al Forum Ambrosetti di Cernobbio davanti al gotha dell'imprenditoria italiana e colui che - come vogliono le ricostruzioni giornalistiche - dirattamente dai divanetti del Transatlantico avrebbe trovato la quadra, insieme al deputato Stefano Buffagni, sulle nomine nelle partecipate di Stato. Ruoli che mal si conciliano con le smentite dell'avvocato che in passato ha dichiarato di aver incontrato Beppe Grillo «una sola volta» e di «non conoscere» Davide Casaleggio.

Il Pd all'attacco: «Intervegna Bonafede»
Inevitabili, quindi, le ripercussioni politiche che rischiano di minare la solidità conquistata negli ultimi mesi a livello nazionale dal Movimento 5 stelle. Il senatore Franco Mirabelli, vicepresidente del gruppo Pd, e la senatrice dem Monica Cirinnà, eletta a Roma, hanno infatti presentato un'interrogazione parlamentare per chiedere al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede «quali siano le sue valutazioni sui gravissimi fatti riportati oggi dalla stampa e quali iniziative urgenti intenda adottare per contrastare questo deleterio 'metodo' corruttivo». Nel testo depositato si parla di «sodalizio criminale» per «perseguire interessi privati grazie, come riportato dal giudice per le indagini preliminari, Maria Paola Tomaselli in un'ordinanza, agli ampi poteri e dell'ampia fiducia di cui Lanzalone gode in Campidoglio».