19 settembre 2018
Aggiornato 13:31

Se adesso per Prodi i migranti sono «la più grande bomba a orologeria d'Europa»

"la guerra in Libia l'ha fatta la Francia" ha detto l'ex premier
Romano Prodi
Romano Prodi (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - «Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca non hanno accettato neanche un migrante. E questi sono i grandi amici di Salvini. In questo momento la migrazione è la più grande bomba ad orologeria in Europa». Lo ha detto l’ex premier, Romano Prodi, in un’intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. Capisco che oggi la situazione – ha aggiunto Prodi – è molto più complicata rispetto ai tempi in cui ci siamo trovati a gestire la vicenda albanese, perché in Libia non c’è un governo con cui interloquire. "Ma noi pattugliammo l’Adriatico su richiesta del governo albanese, tra l’altro con ottimi successi perché contemporaneamente s’iniziò un’attività umanitaria in Albania, come aveva richiesto lo stesso primo ministro albanese». Prodi difende le posizioni del suo governo di allora, quando nel 1997 attuò di fatto un blocco navale contro gli albanesi che raggiungevano via mare le coste della Puglia, vicenda di cui vi abbiamo parlato qui. 

Basta propaganda
La propaganda deve essere usata "fino ad un certo limite", continua l'ex premier, perché non è giusto andare oltre. Anche allora come oggi "c’è chi speculava vergognosamente sui migranti" ma c’era il desiderio di aiutare in loco i migranti con l’accordo con il governo albanese in modo da evitare il collasso del Paese. Oggi in Libia Minniti non ha potuto fare un’azione simile perché non c’era un governo: questa la tesi del Professore. "Quando c’era Gheddafi, pur essendo un dittatore, non c’erano i barconi. Quante volte ho trattato con lui perché minacciava di mandare i barconi ma poi alla fine non lo ha mai fatto perché c’era un rapporto tra due governi». Il limite di Minniti, secondo Prodi, è di aver costruito un rapporto solo con parte delle tribù. "Fino a quando non ci sarà una regolamentazione della pace in Libia il problema peggiorerà. Serve la pace e la cooperazione di tutti».

Giusto lo sdegno contro la Francia
E a proposito della situazione in Libia, Prodi ritiene «giusto e condiviso» lo «sdegno per le dichiarazioni francesi. Dire quello che ha detto il governo francese è intollerabile soprattutto da parte di un governo che ha causato l’inizio di questa tragedia. La guerra in Libia l’ha fatta la Francia. Noi ci siamo incredibilmente accodati, non ho mai visto qualcuno fare un guerra contro i propri interessi. La Francia in questi anni – ha concluso Prodi – ha gestito le cose in Libia con iniziative assolutamente proprie non curandosi degli interessi generali. Macron, in questo unico caso, non ha fatto altro che mettere insieme le forze politiche italiane».